iniziative e documenti info: cobasempolivaldelsa@alice.it C/o csa Intifada via XXV aprile 1 -Ponte A Elsa SPORTELLO DI CONSULENZA E TUTELA LEGALE
sabato 4 ottobre 2008
Sesto San Giovanni, ex Stalingrado d'Italia
-Nei primi 6 mesi del 2008, in Lombardia 16.000 lavoratori hanno perso il posto di lavoro, circa il 27% in più rispetto lo stesso periodo dello scorso anno.
-A sesto San Giovanni operaie/i venivano confinati in reparti “mattatoio”, costretti a respirare i fumi e le polveri, esposti alle sostanze nocive e cancerogene, alle radiazioni delle saldature con protezioni “antinfortunistiche” fatte di coperte e lenzuola d’amianto che si frantumavano, disperdendosi nell’aria e nei polmoni dei lavoratori. 12 anni di battaglie, 19 denunce archiviate e 76 lavoratori uccisi dal killer amianto.
- A Sesto San Giovanni mentre il Comune chiede all’Unesco il riconoscimento della città quale “paesaggio culturale evolutivo”, i Rom bruciano in accampamenti di fortuna.
- A Sesto San Giovanni i genitori di un bambino della seconda elementare, con la gamba ingessata, per poterlo mandare a scuola hanno dovuto comprare il banco a loro spese, perché serviva uno un po’ più grande.
-A Sesto San Giovanni 3 pakistani sono stati multati (390 euro), perché mangiavano un mango in un parco.
-A Sesto San Giovanni qualcuno ha scritto frasi razziste contro il ragazzino romeno morto carbonizzato nella sua baracca qualche giorno fa.
venerdì 3 ottobre 2008
La lunga scia di sangue
Cinque morti per fare una tragedia
Ecco, bravi! Morite compatti e non in ordine sparso, sennò non fate notizia. Bel colpo compagni! Ve ne siete andati in cinque oggi, tre sono caduti di là, un altro lì, e uno qua, abbastanza vicino. Visto? Una cinquina e siete tornati in pole position, almeno sui giornali on line, poi bisognerà attendere, ma è facile che domani sarete in prima pagina, e forse qualcuno al bar, anziché parlare dei risultati del torneo di calcio, o dei 9 milioni di euro che moratti da al suo allenatore, parlerà di voi.
Certo però che vi siete dovuti impegnare parecchio per far sì che si tornasse ad usare il termine tragedia, perché se continuate a morire ad uno ad uno, uno a Bolzano e uno in Sardegna, uno a Torino e l’altro a Crotone – tanto per dire la distanza – siete e resterete sempre incidenti, cose che capitano, fatalità che non si possono imputare a nessuno.
Ma avevate il casco quando siete precipitati da 38 metri o non lo avete messo per non sciupare la capigliatura? Perché è questo che dicono di quelli che se ne vanno uno ad uno, è sempre per colpa del fato, ma agevolato dall’imperizia del singolo morto.
Bravi operai che siete morti. Era ora che vi decideste a fare un po’ di chiasso in questo paese logorato dalla monotonia. Va tutto così bene che ci manca solo l’orologio che non sgarra mai per farci confondere con la Svizzera. Bravi! Ora vedrete che troveranno il fesso – un politico o un sindacalista – che porterà il suo grugno davanti ad una telecamera per dire che voi no, non siete morti invano, che grazie a voi le cose cambieranno.
E voi? Dico a voi 35, che siete morti in ordine sparso nel solo mese di Settembre, perché non ci avete pensato? Perché non vi siete dati appuntamento per morire tutti insieme lo stesso giorno?
Voi sì che siete stati inutili, avrete provocato si e no qualche minuto di silenzio e forse un paio di ore di sciopero per protesta spontanea. Nemmeno un articoletto per dire che i vostri colleghi avevano incrociato le braccia.
Dai coraggio, ce la si può fare … un altro piccolo sforzo, un altro paio di vite umane, e vedrete che finalmente i tesserati di CGIL CISL e UIL manderanno a cagare i vertici strappando le tessere, e finalmente si potrà ricostituire un sindacato reale, non servo del padronato, che riuscirà a gridare alla tragedia anche se muore un uomo solo, e bloccare i cantieri, e le strade e le piazze e i porti e gli aeroporti. E l’epoca in cui uno sciopero generale, durava 4 ore e garantiva fasce protette, come fosse una TV per i ragazzi, diventerà solo un ricordo.
Quando il lavoratore riuscirà a creare un sindacato reale, forse miracolosamente si smetterà di morire di lavoro, perché sarà il tempo in cui si potrà tornare a discutere dei contratti di lavoro al ministero del lavoro, e non più proni, al cospetto dei padroni di CONFINDUSTRIA.
Rita Pani. http://www.r-esistenza-settimanale.blogspot.com/
martedì 30 settembre 2008
La campagna moralizzatrice non prevede alcun divieto di cumulo di incarichi per i deputati, per i baroni delle università e degli ospedali. Nessuno scippo alle prerogative dei notai, dei farmacisti, dei tassisti…..
Il doppio lavoro sarà motivo di licenziamento per il dipendente pubblico, ma continuerà a portare lustro e credito sociale al barone accademico.
La campagna moralizzatrice bipartisan chiude in nome di un efficientismo economico i pronto soccorso di Castelfiorentino e Fucecchio, ma si guarda bene dal toccare i privilegi dei Primari Ospedalieri che possono continuare a fare il doppio lavoro (intra moenia, extra moenia …).
domenica 28 settembre 2008
BREVIARIO DI DEMENZA ESTIVA, fra ordinanze folli e follie securitarie.
Gli effetti speciali del decreto legge n. 92, effettivo dal 5 agosto, tanto voluto dal ministro maroni ma tanto "atteso bipartisan" (alcuni sindaci del pd non hanno trattenuto la commozione!).Questo è un piccolo vademecum dei divieti comunali, prendendo spunto da un articolo del corriere della sera, da un microfono aperto di radio popolare dei primi giorni di settembre e dalle tante segnalazioni circolate sul web.
Cominciamo con il nudismo, vietato in uno dei luoghi simbolo: il Lido di Dante a Ravenna. Divieto che ha aperto la strada a quella crociata medievale, con vere e proprie ronde che hanno colpito il nudismo ovunque. A Livorno e' vietato andare in skate in centro, dopo la guerra alla street-art, writers e artisti di strada, si sposta l'attenzione su qualsiasi forma di aggregazione giovanile; nel veneziano è vietato costruire castelli di sabbia sulla spiaggia, a Capri e Positano no agli zoccoli fanno troppo rumore. A Forte dei Marmi, cuore della Versilia super- chic, è vietato tagliare l'erba nel weekend o nelle ore pomeridiane. Nella mitica Eboli è vietato baciarsi nelle automobili: multa fino a 500 euro. A Bologna, città del sindaco sceriffo per antonomasia, si rischiano fino a mille euro di multa per i piercing "su parti anatomiche le cui funzionalità potrebbero essere compromesse". -Un capitolo a parte lo meritano le panchine e parchi, fate attenzione come se vi trovaste ai confini di una zona militare! A Viareggio è proibito appoggiare i piedi sulle panchine sulla passeggiata del lungomare a qualsiasi ora del giorno. A Voghera invece non ci si può sedere dopo le 23.00 e qui comincia a fare ventennio. Il comune di Novara ha proibito a più di due persone la sosta nei giardini pubblici, qui l'anninistrazione si e' voluta superare dando come spiegazione l'esigenza di combattere lo spaccio. -Infine le normative" più politiche" a manco a dirlo subito benedette dal guru dei sindaci sceriffo l'europarlamentare mario borghezio ispiratore occulto di queste norme-decoro, colui che ha rilasciato a Domenici presidente anci e sindaco di firenze la tessera onoraria della lega. A Azzano Decimo, provincia di Pordenone e' vietato alle donne musulmane di girare per le vie del paese con indosso il burqa, mentre richiedere la residenza a Cittadella gia' nota alle cronache per le gesta anti-migranti del suo sindaco (Bitonci), oggi premiato parlamentare, bisogna avere un reddito minimo di sopravvivenza di 5000 euro.
Con i lavoratori dell'ALITALIA
piloti Alitalia, se n’era prima mai scandalizzato, anzi riteneva quegli
stipendi perfettamente meritati.
Non solo: oggi si vogliono far passare come privilegiati anche i
lavoratori più comuni (hostess e stewards, cioè i famosi assistenti di
volo, e il personale di terra, tutti con salari tra i 1.000 e i 1.500
euro mensili).
I quali vengono bollati come irresponsabili, quando respingono sia
l’arroganza del Governo, che vuole cacciare 9 mila di loro (non 3mila,
come dice il ministro del lavoro Sacconi) più 3mila precari, sia le
pretese da padrone delle ferriere di Colaninno e soci della futura
Compagnia CAI (Compagnia Aerea Italiana), che, a coloro che rimarranno,
ridurranno un terzo delle ferie, il 40% della retribuzione e un terzo
dei riposi (utili non solo alla salute di chi lavora in volo, ma anche
alla sicurezza stessa del volo, quindi alla vita del personale e dei
passeggeri).
La vicenda Alitalia prima è stata fatta marcire dal precedente Governo
Berlusconi, poi ha subito il vergognoso comportamento di Cisl e Uil col
loro boicottaggio della soluzione Air France-KLM predisposta dal Governo
Prodi e di gran lunga meno pesante per i lavoratori, infine è stata
presa in mano dall’attuale Governo Berlusconi per fare un grosso regalo
al fior fiore della finanza speculativa e del padronato d’assalto (Banca
Intesa, AirOne, Colaninno, Benetton, Ligresti, Marcegaglia, ecc.).
Così Alitalia è stata divisa in due società: una, erede dei soli debiti,
da far pagare allo Stato, cioè ai cittadini che pagano le tasse (si
calcolano 150 euro per ogni cittadino, neonati compresi!); l’altra, la
CAI, senza nemmeno un debito, da consegnare gratis a Colaninno e soci.
Un’operazione, questa, che ha fatto gridare ai lavoratori Alitalia
durante le loro proteste: “Meglio falliti, che coi banditi!”.
Non meritano, questi lavoratori, di essere trattati, almeno dai mezzi
d’informazione, con un po’ più di rispetto, se non altro raccontando i
fatti come sono e non diffondendo notizie infondate?
Si tratta di lavoratori impegnati in una grande e drammatica vertenza
sindacale, che hanno tutti contro di loro, compresi i sindacati di sua
maestà: Cisl, Uil e Ugl.
Meno male che, in un’Italia dove sta andando alla deriva il mondo del
lavoro subordinato, ci sono i dipendenti Alitalia a ricordarci che è
necessario lottare.
CONFEDERAZIONE COBAS Toscana
giovedì 18 settembre 2008
IL CAMPER SI FERMA: noi siamo i primi a scendere
Dopo circa vent'anni di crescita continua, in quel territorio a cavallo fra le province di Siena e di Firenze nel quale si concentra 80% della produzione nazionale di camper, è bastato il primo calo di vendite perché colossi multinazionali come Trigano scaricassero immediatamente tutti i costi sui lavoratori.
Non importa se le ragioni siano “strutturali”, “congiunturali” o semplicemente legati alla loro incapacità di vendere e recuperare terreno in quei paesi europei dove il camper continua a tirare, ciò che conta è che chi si è riempito le tasche in questi anni dimostra ancora una volta un senso di responsabilità sociale uguale a zero.
Dei mobilieri artigiani, costretti a riconvertirsi in questo settore a seguito della crisi industriale dei primi anni Ottanta, non c'è più traccia. Le trasformazioni, le fusioni e le acquisizioni degli ultimi anni hanno modificato radicalmente le aziende, favorendo l'ingresso di azionisti e speculatori d'ogni genere, senza alcun legame con il territorio e con notevoli interessi nel mercato speculativo-finanziario. Emblematica è ad es. la nascita del gruppo SEA (Elnagh, Mobilvetta, Mc Louis ...), costituitasi nel 2000 attraverso una selva di finanziarie con sede in Lussemburgo, e controllata attualmente dal fondo di investimento Bridgepoint.
Ai nuovi amministratori delegati viene chiesto di perseguire obiettivi di redditività sempre più alti, tralasciando i costi sociali che tutto ciò comporta. La vicenda della Electrolux è da questo punto di vista esemplare: da un lato la drammatica crisi dei 430 lavoratori, prima spremuti con il progressivo aumento dei ritmi di lavoro e poi gettati via perché tutto questo non produceva i profitti sperati, dall'altro la promozione dell'A.D. Paolo Bicci, chiamato ora a dirigere la “Trigano spa”, leader europeo nella produzione di camper. Non stupisce perciò l'assoluta mancanza di sensibilità dimostrata nel comunicare la cassa integrazione ai 320 operai della Trigano soltanto il giorno prima delle ferie.
Negli ultimi 20 anni abbiamo visto i profitti padronali salire progressivamente e i nostri salari perdere sempre più potere d'acquisto. Noi subivamo il ricatto occupazionale diventando sempre più flessibili e precari, loro lo utilizzavano cinicamente anche nei rapporti con le amministrazioni locali. Esemplare è ad es. il caso della cosiddetta variante Laika: un intervento di 326000 mc devastante per l'ambiente e autorizzato nonostante la contrarietà di tutte le associazioni ambientaliste (WWF, legambiente, Italia Nostra....).
Mentre tutta l'attenzione mediatica-istituzionale è rivolta alla vicenda dei lavoratori della Trigano o alle scelte future della Sea Camper di Pavia che interesseranno i 250 lavoratori locali del gruppo (Mobilvetta, Mabel, Sea component), le ripercussioni più drammatiche sono quelle che già interessano i lavoratori dell'indotto e che rappresentano il 50% dell'intera filiera. Lavoratori collocati in aziende “sottoposte ad una continua tensione competitiva sui costi di produzione” (studio Eurobic – prov. Di Siena, luglio 2007), costrette cioè a ridurre i costi (e in primo luogo quelli sulla sicurezza), a intensificare lo sfruttamento (orari e ritmi di lavoro), e aumentare il sommerso nella speranza di rimanere a galla. Lavoratori di piccole aziende senza ammortizzatori sociali o a cui non si è in grado di garantire alcun anticipo sulla cassa integrazione.
Come Cobas Empoli-valdelsa riteniamo necessaria la costruzione una struttura di coordinamento fra lavoratori e rsu dell'intera filiera che superi sia le barriere provinciali (Firenze e Siena), che quelle legate alle differenti tipologie contrattuali (meccanico e legno). Un patto di mutuo soccorso che rimetta al centro gli interessi del mondo del lavoro e garantisca sicurezza, diritti e stabilità occupazionale.
Per difendere questi interessi e contro i progetti del padronato e le politiche sociali di questo governo, noi parteciperemo e sosterremo lo sciopero del 17 ottobre promosso dal sindacalismo di base e invitiamo alla più vasta adesione e partecipazione.