domenica 20 aprile 2014

Appello per la costruzione di una manifestazione nazionale il 17 maggio


BASTA AUSTERITA'! BASTA PRIVATIZZAZIONI!
ACQUA, TERRA, BENI COMUNI, DIRITTI SOCIALI E DEMOCRAZIA
IN ITALIA E IN EUROPA

Una nuova stagione di privatizzazione dei beni comuni, di attacco ai diritti sociali e alla democrazia è alle porte.

Se la straordinaria vittoria referendaria del 2011 ha dimostrato la fine del consenso all'ideologia del “privato è bello”, e se la miriade di conflittualità aperte sulla difesa dei beni comuni e la difesa dei territori suggeriscono la possibilità e l'urgenza di un altro modello sociale, la crisi, costruita attorno alla trappola del debito pubblico, ha riproposto con forza e ferocia l'ideologia del “privato è obbligatorio e ineluttabile”.

L'obiettivo è chiaro: consentire all'enorme massa di denaro accumulata sui mercati finanziari di potersi impossessare della ricchezza sociale del Paese, imponendo un modello produttivo contaminante, mercificando i beni comuni e alienando i diritti di tutti.

Le conseguenze sono altrettanto chiare: un drammatico impoverimento di ampie fasce della popolazione, sottoposte a perdita del lavoro, del reddito, della possibilità di accesso ai servizi, ai danni ambientali e ai conseguenti impatti sulla salute, con preoccupanti segnali di diffusione di disperazione individuale e sociale.

Il Governo Renzi, sostenuto dall'imponente grancassa dei mass-media e in piena continuità con gli esecutivi precedenti, sta accelerando l'approfondimento delle politiche liberiste, rendendo irreversibile, attraverso il decreto Poletti e il Job Act, la precarietà del lavoro e della vita delle persone; continuando a comprimere gli spazi democratici delle comunità costrette a subire gli effetti delle devastazioni ambientali, delle grandi opere, dei grandi eventi e delle speculazione finanziaria e immobiliare; mettendo a rischio, attraverso i tagli alla spesa, il diritto alla salute, alla scuola e all'università, e la conservazione della natura e delle risorse.

Dentro questo disegno, viene messa in discussione la stessa democrazia, con una nuova spinta neoautoritaria che toglie rappresentatività alle istituzioni legislative (in particolare la nuova legge elettorale “Italicum”) ed aumenta i poteri del Governo e del Presidente del Consiglio, e con l'attacco alla funzione pubblica e sociale degli enti locali.

Tutto ciò in piena sudditanza con i vincoli dell'elite politico-finanziarie che governano l'Unione Europea e che, le politiche di austerità, i vincoli monetaristi imposti dalla BCE, il patto di stabilità, il fiscal compact e l’imminente trattato di libero scambio USA-UE (TTIP), cercano di imporre la fine di qualsivoglia stato sociale e la piena mercificazione dei beni comuni.

A tutto questo è giunto il momento di dire basta.

In questi anni, dentro le conflittualità aperte in questo paese, sono maturate esperienze di lotta molteplici e variegate ma tutte accomunate da un comune sentire: non vi sarà alcuna uscita dalla crisi che non passi attraverso una mobilitazione sociale diffusa per la riappropriazione sociale dei beni comuni, della gestione dei territori, della ricchezza sociale prodotta, di una nuova democrazia partecipativa.

Sono esperienze che, mentre producono importantissime resistenze sui temi dell'acqua, dei beni comuni e della difesa del territorio, dell'autodeterminazione alimentare, del diritto all'istruzione, alla salute e all'abitare, del contrasto alla precarietà della vita e alla mercificazione della società, prefigurano la possibilità di una radicale inversione di rotta e la costruzione di un altro modello sociale e di democrazia.

Vogliamo fermare la nuova stagione di privatizzazioni, precarietà e devastazione ambientale.

Vogliamo costruire assieme un nuovo futuro.

Vogliamo collegarci alle diffuse mobilitazioni europee, per affermare la difesa dei beni comuni nella dimensione continentale, a partire dal semestre italiano di presidenza italiana del Consiglio dell'Unione Europea.

Vogliamo costruire un appuntamento collettivo che nasca in ogni territorio dentro momenti di confronto e iniziative reticolari, che, a partire da oggi, mettano in campo reti e associazioni, comitati, movimenti e organizzazioni sociali per arrivare tutte e tutti assieme ad una grande manifestazione nazionale a Roma per sabato 17 Maggio, con partenza da Piazza della Repubblica alle ore 14.00.


Stop privatizzazioni - Stop precarietà - Stop devastazione ambientale

Per la riappropriazione sociale dell'acqua, dei beni comuni, del territorio

Per la difesa e l'estensione dei servizi pubblici e dei diritti sociali

Stop fiscal compact - Stop pareggio di bilancio e patto di stabilità - Stop TTIP

Per la riappropriazione delle risorse e della ricchezza sociale

Per la difesa e l'estensione della democrazia

giovedì 17 aprile 2014

Omicidi di migranti.


In queste ore stanno diffondendo le immagini della aggressione che è costata la vita ad un lavoratore Bengalese
Ancora una volta i migranti vittime di violenze e di omicidi. Dopo le centinaia di morti nel golfo di Sicilia, questa volta un lavoratore bengalese, Zakir Hossain, è stato aggredito e ucciso nella centralissima via pisana di Corso Italia. Non sappiamo le ragioni di questo omicidio, l'aggressore ha colpito un lavoratore appena uscito dal ristorante dove faceva il lavapiatti per pochi euro al mese, fonte di sostentamento anche dei suoi familiari che vivono nel Bangladesh
Il sindaco Filippeschi e le Giunte che l'hanno preceduto scendono oggi in campo contro il vile omicidio, eppure sono gli stessi che in questi anni hanno alimentato una politica razzista con i decreti antiborsoni prima e con le campagna securitarie poi

I partiti che compongono la giunta (dal Pd alla Sel) hanno non poche responsabilità morali e politiche : il centrostorico negli anni si è svotato di ogni attività artigianale, i ceti popolari espulsi verso i quartieri periferici da una speculazione immobiliare che vuole le vie del centro destinate agli affitti per gli studenti (spesso al nero e a prezzi esorbitanti) o ad appartamenti di lusso con ristrutturazioni favorite da piani e autorizzazioni edilizie che privilegiano una immagine vetrina  della città.

La nostra città da anni non è più un luogo ospitale, sotto la cenere covano tensioni e conflitti che le politiche del Pd hanno sicuramente acuito . Basti pensare che molti dei negozi gestiti dai migranti sono considerati ricettacolo di malavita quando sono spesso fonte di sostentamento di chi lavora 12\14 ore al giorno per un salario di mille euro parte del quale è destinato alle famiglie nei paesi di origine

Molto si è detto e scritto sulla movida notturna, pensiamo che nel centro storico qualcuno abbia dato autorizzazione all'apertura di centinaia di bar e di pub laddove un tempo c'erano negozi artigianale o di generi alimentari, chi ha costruito questo modello di comunità non è immune da colpe .

L'antirazzismo moralista del palazzo , la alienazione degli spazi pubblici anche quando avrebbero poturo svolgere un ruolo culturale e sociale hanno disegnato un centro storico dove l'alcool e lo sballo sono divenute le sole offerte (commerciali) ai giovani, studenti e non, della nostra città.
 Si parla a sproposito di aggressioni e di violenze e di sicurezza dimenticando che sono spesso i migranti le vittime delle stesse

Per queste ragioni i Cobas sono al fianco delle comunità migranti, di quanti (italiani e migranti) lavorano in condizioni di precarietà con salari da fame e vittime di quella retorica violenza che ha trasformato le istanze sociali in problemi di ordine pubblico

L'Amministrazione Comunale non può cavarsela con le spese funebri, deve farsi carico della famiglia di Zakir e cambiare radicalmente le politiche in materia di edilizia, sociale ed accoglienza

cobas pisa

venerdì 11 aprile 2014

I movimenti tornano a Porta Pia , il 12 aprile la prima scossa al governo Renzi

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I movimenti contro l'austerity e per il diritto all'abitare sono  tornati là dove ci si era salutati il 20 ottobre, nella piazza antistante il ministero delle infrastrutture, ancora occupato dallo stesso ministro Lupi passato indenne tra due governi non eletti,che appena riconfermato ha legiferato un "piano casa" a solo  vantaggio dei palazzinari e repressivo nei confronti di chi lotta per il diritto alla casa..
Sabato 12 aprile Roma vedrà sfilare un grande corteo , con in piazza decine di migliaia di persone il lotta contro la precarietà e l’austerità, per il diritto alla  riappropriazione sociale, al lavoro-reddito, casa e beni comuni: il primo assedio nei confronti del governo Renzi , liquidatore per conto di Confindustria e Troika UE dei diritti del lavoro e del welfare.
Il 12 aprile sarà la 1° tappa del movimento di opposizione sociale ,  che replicherà nelle decine di piazze territoriali il 1° Maggio , a cui seguiranno altre tappe in vista del vertice UE sulla “ disoccupazione giovanile” convocato a Torino l’11 luglio, durante il semestre di presidenza italiana della UE, a cui il movimento riserverà una attenzione particolare nel contrastare il disegno liberista , autoritario e guerrafondaio.
Buon #12Aprile a tutt*!

Roma 11.4.14                              Confederazione  Cobas

L’appuntamento a Porta Pia è alle h 14 . Il corteo partirà alle h 15 in direzione di  p.za Fiume,girando a sinistra per giungere in via XX settembre( ministero Economia),poi largo S.Susanna , via Barberini, p.za Barberini, via Veneto( ministeri Welfare e Attività Produttive),via del Tritone, a sinistra Galleria, a sinistra via Nazionale, p.za Repubblica, poi p.za Indipendenza, Castro Pretorio, p.za Croce Rossa e di nuovo a Porta Pia, per continuare l’accampata e concludere la domenica 13/4 mattina con l’assemblea nazionale.

giovedì 3 aprile 2014

#5Aprile a Firenze, Ribaltiamo il jobsact! Presidio a Eataly verso il #12A


1509921_569203723187392_682828462_nRIBALTIAMO IL MODELLO RENZI!
NO JOBS ACT | NO PIANOCASA
Il Job Act (o Piano per il Lavoro) del governo Renzi tanto propagandato è l’ennesima polpetta avvelenata per i lavoratori e le giovani generazioni. Esso si andrà ad aggiungere ai già nefasti Pacchetto Treu, Legge Biagi e Riforma Fornero che hanno reso precario il lavoro e la vita di milioni di lavoratori, gettandoli nell’insicurezza e la disperazione. I famosi 80 euro promessi ad una parte dei lavoratori sono lo zuccherino per addolcire la pillola amara di cui molti prenderanno presto coscienza!
Nel Decreto Legge già approvato è prevista una ulteriore precarizzazione selvaggia del lavoro, in particolrare quella giovanile. 1- Viene peggiorata ferocemente la normativa sul contatto di apprendistato che diventerà così la forma di lavoro “usa e getta” preferita dai padroni. Viene cancellato l’obbligo, fino ad ora vigente, di assumere almeno un lavoratore su tre alla fine del contratto di apprendistato. Viene abolito l’obbligo del padrone di rendere conto all’ente pubblico della formazione professionale svolta all’apprendista (ci si immagina quale formazione verrà fatta??!!). Viene abbassato fino al 35% il salario del lavoratore nella prima fase del contratto di apprendistato.Quindi con la scusa dell’apprendistato mano libera al super-sfruttamento, all’abuso, allo schiavismo! 2 – Si estende la acasualità (cioè l’uso senza giustificazione) dei contratti a termine dagli attuali 12 mesi a 36 mesi. Insomma i padroni potranno ancora di più usare i contratti a termine a loro piacimento.
Per quanto riguarda la cancellazione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e la restrizione delle libertà sindacali, previste nel Job Act di Renzi, queste vengono solo rinviate ad una Legge Delega.
Con l’annunciato Piano per il Lavoro, Renzi ed il PD vuol portare a termine quel lungo processo cominciato con la sconfitta operaia alla Fiat del 1980.
Si vuole rendere la precarietà (già dilagante) una condizione generalizzata senza eccezioni. Si vuole fare della formazione professionale per i disoccupati un serbatoio di forza-lavoro super-sfruttata. Si vuole restringere ulteriormente e se possibile cancellare la libertà sindacale e di sciopero. Si vuole cancellare il Contratto Nazionale di Lavoro come strumento di solidarietà e di garanzia minima. Come conseguenza di tutto questo è lecito aspettarsi: salari sempre più da fame, orari di lavoro sempre più lunghi, luoghi di lavoro sempre più insalubri, condizioni di lavoro sempre più invivibili.
Ma questo destino non è ineluttabile. E’ possibile e necessario organizzarsi e lottare contro questo lugubre futuro a cui ci vogliono ormai condannati. Anche in questi anni di arretramento, le lotte degli sfruttati ci sono state, troppo spesso lasciate nell’ombra, isolate e destinate ad un arretramento, altre volte vincenti, come hanno dimostrato recentemente le lotte dei lavoratori della logistica, gli scioperi radicali dei tramvieri, la resistenza ai licenziamenti e ai tagli in alcuni grandi ospedali, il movimento di occupazione delle case e per il diritto all’abitare.
È possibile dunque favorire il coordinamento tra queste lotte, è possibile organizzarsi dentro e fuori i luoghi di lavoro. È possibile soprattutto unirsi e organizzarsi contro il modello Renzi, tentativo dell’imprenditoria italiana di aumentare lo sfruttamento dei lavoratori e precarizzare ulteriormente le nostre vite.

SABATO 5 APRILE
ORE 17, VIA MARTELLI DAVANTI AL MEGA-STORE DI EATALY (simbolo del modello  Renzi) PRESIDIO DI PROTESTA CONTRO IL JOB ACT E LA PRECARIETA’ DEL LAVORO;
ORE 19 ASSEMBLEA APERTA PER LANCIARE L’OPPOSIZIONE AL MODELLO RENZI-
FARINETTI;
ORE 21,30 CONCERTO GRATUITO DI ALESSIO LEGA+ DJ SETCON LA SVOLTA SOUND SYSTEM
CIBO E BEVANDE in PIAZZA SANTA MARIA NOVELLA
PER LA CANCELLAZIONE DI OGNI FORMA DI LAVORO PRECARIO – PER CONDIZIONI DI LAVORO DIGNITOSE E DIRITTO AL TEMPO LIBERO – RIDUZIONE GENERALIZZATA DELL’ORARIO DI LAVORO – AUMENTI SALARIALI GENERALIZZATI PER UNA VITA DEGNA DI ESSERE VISSUTA – NESSUNA LIMITAZIONE ALLA LIBERTA’ DI SCIOPERO E ALLE LIBERTA’ SINDACALI – DIRITTTO ALLA CASA, ALLASALUTEALL’ISTRUZIONE E AI TRASPORTI GRATUITI

ASSEMBLEA CONTRO L’AUSTERITA’ FIRENZE
assembleanoausterity@gmail.comQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Movimento Lotta per la Casa, Confederazione Cobas, Unione Sindacale Italiana, Confederazione Unitaria di Base, Collettivo Scienze Politiche, Ateneo Libertario Fiorentino, Partito Comunista dei Lavoratori, Clash city Workers

martedì 1 aprile 2014

Nè nuove discariche nè inceneritori, il nostro obiettivo è RIFIUTI ZERO

COMUNICATO STAMPA

La posizione espressa da Damasco Morelli e Leonardo Marchetti sul porta a porta nel comune di Empoli ci sembra pura demagogia per riuscire a raggranellare qualche voto in vista delle amministrative di maggio. Dopo averci spiegato le virtù del ritorno al cassonetto farebbero bene anche ad indicarci dove hanno intenzione di costruire la nuova discarica od il nuovo inceneritore. La discarica di Montespertoli è in via di esaurimento da anni e non si è ricorsi al nuovo impianto solo perché le percentuali di differenziata superano in tutti i comuni del comprensorio il 90%. Morelli e Marchetti pensano che la costruzione di nuovi impianti non abbia costi? Oppure pensano che esportare rifiuti in altri comprensori sia gratuito? Dopo aver investito tanto nel nuovo sistema riproporre il vecchio sembra davvero paradossale, soprattutto se si pensa che questioni del genere non possono essere relegate ad un solo comune ma interessano l’ intero circondario.  La raccolta porta a porta costa, ma è una tipologia di servizio che sta diventando il fiore all’ occhiello per il nostro territorio con tanto di premi a livello nazionale (Top Utility 2014). Sistemi misti di raccolta differenziata sono già stati sperimentati e si riusciva a superare a malapena il 40% di differenziato. Loro stessi riconoscono che la TASI sarà un problema a livello nazionale, infatti la tariffazione non è più (già dal 2013) quella puntale, cioè in stretta relazione con gli svuotamenti e quindi con la tipologia di servizio, ma viene calcolata secondo canoni che poco hanno a che fare col porta a porta. Publiambiente prevede, per dare senso ed impulso al servizio, solo un sistema di sgravi a seconda degli svuotamenti. Si parla inoltre di decoro, ma lor-signori si ricordano  le mini-discariche in prossimità delle postazioni dei cassonetti?  Inoltre uno degli aspetti positivi del porta a porta è propio l’ aumento occupazionale, Morelli e Marchetti pensano che gli operatori impiegati e le loro famiglie si accontentino di una generica promessa di riciclaggio nel sistema di filiera? Vedono due operatori dietro ad un camion ma non vedono l’ operatore unico che scende centinaia di volte dai mezzi più piccoli. Forse non sanno che una parte del servizio viene esternalizzato e che le gare, nonostante quel che si dica, sono aggiudicate in base quasi esclusivamente del ribasso. Nel comune lavorano tre tipologie di contratto diverso nonostante sia svolto il medesimo servizio, cooperative sociali, igiene ambientale pubblica (Federambiente) e igiene ambientale privata (FISE). Nonostante questo Publiambiente riesce a distinguersi in positivo se si pensa che aziende limitrofe, Quadrifoglio per Firenze o Geofor per Pisa, non chiedono in fase di gara l’ applicazione dell’ Igiene Ambientale e spesso le cooperative vincitrici applicano il Multiservizi che poco ha a che fare con il servizio e le mansioni svolte. Come Cobas e Comunità in resistenza chiediamo che si ponga fine a questi processi di esternalizzazione dei servizi che hanno come unico scopo quello del risparmio a scapito della sicurezza degli operatori. Chiediamo anzi una inversione di tendenza con la re-internalizzazione dei servizi e che il personale sia reinserito tra quello che svolgeva il servizio come previsto dal Federambiente. Chiediamo che, ogni qualvolta si ricorra alle esternalizzazioni, sia specificata perlomeno la tipologia di CCNL richiesto già in fase di gara. Poco azzeccate anche le analogie con l’ agricoltura, una delle caratteristiche che contraddistingue l’ olio toscano è che si coglie e non raccoglie, invece per quanto riguarda il vino per i protocolli di alcune eccellenze è prevista la raccolta manuale e vietata quella meccanica. Le ricette della lista Damasco Morelli appartengono ad un passato che giudichiamo fallimentare mentre invece, secondo noi, dobbiamo puntare sulla qualità dei servizi e dei prodotti del nostro territorio.

Cobas Empoli-valdelsa
Comunità in resistenza

mercoledì 26 marzo 2014

LUNEDÌ 7 APRILE 2014 SCIOPERO NAZIONALE POSTE ITALIANE indetto da Cobas Poste e Cub Poste.



Che si volesse arrivare alla vendita di Poste italiane era chiaro; da sempre abbiamo denunciato ogni iniziativa, accordo o forma di gestione che andasse in tale direzione.
Oggi abbiamo la conferma che le nostre analisi
erano nel giusto ed i timori fondati.
La cessione del 40% dell’azienda, come primo passo verso la completa privatizzazione, non arriva quindi, come una sorpresa.
E non sorprende nemmeno la leggerezza ed approssimazione con la quale una decisione di tale portata viene presentata e gestita ne la studiata indifferenza dei mezzi di informazione.
Non sono fornite indicazioni sui modi nei quali tale cessione si attuerà; quali saranno gli acquirenti; quale sarà il futuro dei 150.000 dipendenti di Poste Italiane e quale quello del servizio universale e dei servizi di bancoposta.
Non potendo credere alla motivazione legata all’abbassamento del debito pubblico, (2.068 mld vs 4-5), appare evidente come la vendita di un’azienda che fa utili considerevoli ormai da anni, non possa che essere l’ennesimo regalo e scambio di favori tra potenti.
La totale incertezza genera nei lavoratori e lavoratrici una forte preoccupazione ed un senso di ansia per il futuro.
Tutto questo va ad aggravare una situazione che, già allo stato attuale, si presenta insostenibile per dipendenti ed utenti di Poste italiane.
I disservizi nel settore del recapito, il calvario insostenibile davanti agli sportelli degli uffici postali e l’inadeguatezza nella gestione della logistica, sono ormai la regola su tutto il territorio nazionale.
È ovunque tangibile la giusta insofferenza dei cittadini-utenti di Poste italiane.
Con continue scelte sciagurate di azienda e sindacati della concertazione, mai messe in discussione, si continuano a caricare sulle spalle dei lavoratori di tutti i settori, sempre nuove lavorazioni e responsabilità, con aumenti incontrollati del carico di lavoro e senza alcun riconoscimento economico, spesso senza una programmazione ed indicazioni operative certe ed univoche.
In tutte le sedi di lavoro si tocca con mano la sofferenza dei lavoratori che, in molti casi, si presenta come un vero malessere.
È sempre più difficile e diverrà impossibile, in particolare per le donne, conciliare i tempi e le energie tra lavoro in azienda e lavoro a casa.
A fronte di tutto questo, il controllo dell’azionista unico di Poste, il Ministero dell’Economia, è stato del tutto assente e, oggi, se ne comprende il motivo e si hanno le conferme di quanto da sempre denunciamo.
PER PRIVATIZZARE UN SERVIZIO PUBBLICO
E SVENDERE UNA GRANDE AZIENDA,
È NECESSARIO CHE IL CONTROLLO DELLO STATO VENGA MENO.
È necessario che il fruitore del servizio inizi a considerarlo inefficace e inutile, che si faccia strada la convinzione, riproposta ad arte in ogni occasione da politici e imprenditori attraverso i mezzi di informazione, che privato “è bello” che privato “è meglio”.
A questo serve lo sfascio continuo del recapito e, in parte per ora, anche del bancoposta, portato avanti in modo mirato ed ininterrotto da più di 10 anni.
Quando la gente non avrà più fiducia in Poste Italiane, quando chi difende questo bene della collettività, dovrà lottare anche con la rabbia di utenti male informati, allora sarà arrivato il momento per cancellare definitivamente tutto ciò che Poste Italiane offre e rappresenta.
CONFERMIAMO LA NOSTRA TOTALE CONTRARIETÀ A QUESTA OPERAZIONE E AD OGNI SCELTA CHE VADA NEL SENSO DI UNA CESSIONE, PRIVATIZZAZIONE O TRASFORMAZIONE DEI SERVIZI DI RECAPITO, LOGISTICA E BANCOPOSTA.
È necessario difendere l’occupazione, la qualità del lavoro e dei servizi offerti che sarebbero irrimediabilmente compromessi dalla cessione a privati.
Ribadiamo che i servizi pubblici e i beni comuni non devono essere toccati; che Poste Italiane deve continuare, come ente pubblico, a garantire quanto sancito dalla Costituzione, in merito ai diritti alla comunicazione ed alla tutela del risparmio.
Per la ripubblicizzazione dell’azienda, in difesa degli interessi di lavoratori e cittadini,
LUNEDÌ 7 APRILE 2014 SCIOPERO NAZIONALE DI TUTTI
I LAVORATORI E LAVORATRICI DI POSTE ITALIANE.

martedì 25 marzo 2014

I Cobas attaccano l’Unione dei Comuni: “I corsi di italiano per gli stranieri non sono partiti. Docenti e mediatori sono in attesa di risposte”


L'Unione dei Comuni Circondario dell'Empolese Valdelsa continua a non funzionare e a danneggiare i cittadini e i lavoratori. Il 6.8.2013 viene approvato, con Delibera n. 45, il Piano accoglienza e inclusione dei cittadini migranti adulti nel Territorio per il periodo ottobre 2013-giugno 2015.
Ogni Comune stanzia diligentemente un po' di soldi affinché vengano realizzati corsi gratuiti di lingua italiana per cittadini stranieri e un servizio di interpretariato.
I corsi di lingua italiana sono il primo passo verso una completa integrazione dei cittadini migranti; come possono infatti far valere i loro diritti, essere informati su quel che accade, partecipare attivamente alla vita sociale se non conoscono la lingua del paese di accoglienza?
Il servizio di interpretariato, attivo nei vari Comuni, ha una doppia valenza: da un lato funge da supporto ai cittadini migranti nello svolgimento di pratiche legate alla vita quotidiana, dall'altro aiuta tutti gli uffici comunali a fare in modo che ogni cittadino sia correttamente informato su diritti, doveri, avvenimenti etc.
Per il servizio di interpretariato viene indicato nel progetto il monte ore (poche, per la verità).
Per i corsi viene indicata la data di decorrenza: Gennaio 2014.
Inoltre entrambe queste attività costuiscono una forma di lavoro per docenti e mediatori e in questo periodo di profonda crisi economica ci sembra un atto scellerato traccheggiare.
In data 21.2.2014 abbiamo inviato richiesta scritta al Dirigente preposto dell'Unione dei Comuni per avere notizie sull'avvio di questi progetti.
Non abbiamo ottenuto alcuna risposta, nemmeno di cortesia.
Pertanto oggi lo chiediamo pubblicamente:
A CHE PUNTO SIAMO?
QUAL'E' IL PROBLEMA?
Quanto ancora dobbiamo aspettare per veder realizzato un diritto?

Cobas Empoli Valdelsa
“L’Unione dei Comuni Circondario dell’Empolese Valdelsa continua a non funzionare e a danneggiare i cittadini e i lavoratori. Il 6.8.2013 viene approvato, con Delibera n. 45, il Piano accoglienza e inclusione dei cittadini migranti adulti nel Territorio per il periodo ottobre 2013-giugno 2015. Sono previsti corsi gratuiti di lingua italiana per cittadini stranieri e un servizio di interpretariato. I corsi di lingua italiana sono il primo passo verso una completa integrazione dei cittadini migranti; come possono infatti far valere i loro diritti, essere informati su quel che accade, partecipare attivamente alla vita sociale se non conoscono la lingua del paese di accoglienza? Il servizio di interpretariato, attivo nei vari Comuni, ha una doppia valenza: da un lato funge da supporto ai cittadini migranti nello svolgimento di pratiche legate alla vita quotidiana, dall’altro aiuta tutti gli uffici comunali a fare in modo che ogni cittadino sia correttamente informato su diritti, doveri, avvenimenti etc. Per il servizio di interpretariato viene indicato nel progetto il monte ore (poche, per la verità). Per i corsi viene indicata la data di decorrenza: Gennaio 2014. Inoltre entrambe queste attività costituiscono una forma di lavoro per docenti e mediatori e in questo periodo di profonda crisi economica ci sembra un atto scellerato traccheggiare. Ma ad oggi il progetto non è iniziato; non ci sono i corsi di lingua italiana (qualcosa si tenta, come a Castelfiorentino, ma il corso base per donne è della durata di sole 20 ore e a numero chiuso, così molte persone sono rimaste escluse) e non ci sono i mediatori nei Comuni. In data 21.2.2014 abbiamo inviato richiesta scritta al Dirigente preposto dell’Unione dei Comuni per avere notizie sull’avvio di questi progetti. Non abbiamo ottenuto alcuna risposta. Pertanto oggi lo chiediamo pubblicamente: A CHE PUNTO SIAMO? QUAL’E’ IL PROBLEMA? Quanto ancora dobbiamo aspettare per veder realizzato un diritto? Cobas Empoli Valdelsa

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2014/empolese-valdelsa-i-cobas-attaccano-lunione-dei-comuni-i-corsi-di-italiano-per-gli-stranieri-non-sono-partiti-docenti-e-mediatori-sono-in-attesa-di-risposte/#.UzFyNknSAo1
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“L’Unione dei Comuni Circondario dell’Empolese Valdelsa continua a non funzionare e a danneggiare i cittadini e i lavoratori. Il 6.8.2013 viene approvato, con Delibera n. 45, il Piano accoglienza e inclusione dei cittadini migranti adulti nel Territorio per il periodo ottobre 2013-giugno 2015. Sono previsti corsi gratuiti di lingua italiana per cittadini stranieri e un servizio di interpretariato. I corsi di lingua italiana sono il primo passo verso una completa integrazione dei cittadini migranti; come possono infatti far valere i loro diritti, essere informati su quel che accade, partecipare attivamente alla vita sociale se non conoscono la lingua del paese di accoglienza? Il servizio di interpretariato, attivo nei vari Comuni, ha una doppia valenza: da un lato funge da supporto ai cittadini migranti nello svolgimento di pratiche legate alla vita quotidiana, dall’altro aiuta tutti gli uffici comunali a fare in modo che ogni cittadino sia correttamente informato su diritti, doveri, avvenimenti etc. Per il servizio di interpretariato viene indicato nel progetto il monte ore (poche, per la verità). Per i corsi viene indicata la data di decorrenza: Gennaio 2014. Inoltre entrambe queste attività costituiscono una forma di lavoro per docenti e mediatori e in questo periodo di profonda crisi economica ci sembra un atto scellerato traccheggiare. Ma ad oggi il progetto non è iniziato; non ci sono i corsi di lingua italiana (qualcosa si tenta, come a Castelfiorentino, ma il corso base per donne è della durata di sole 20 ore e a numero chiuso, così molte persone sono rimaste escluse) e non ci sono i mediatori nei Comuni. In data 21.2.2014 abbiamo inviato richiesta scritta al Dirigente preposto dell’Unione dei Comuni per avere notizie sull’avvio di questi progetti. Non abbiamo ottenuto alcuna risposta. Pertanto oggi lo chiediamo pubblicamente: A CHE PUNTO SIAMO? QUAL’E’ IL PROBLEMA? Quanto ancora dobbiamo aspettare per veder realizzato un diritto? Cobas Empoli Valdelsa

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