giovedì 20 settembre 2012

ILVA : TRA TERRORISMO SOCIALE E DISINFORMAZIONE

Ricorderete la campagna di UIL, CISL e UGL a sostegno del Modello Marchionne e delle deroghe al contratto nazionale. Rifiutare quella imposizione avrebbe comportato, a detta di tali sindacati, la chiusura degli stabilimenti Fiat e il disinvestimento produttivo in Italia.
Ma a pochissimi anni di distanza ... gli investimenti non sono mai arrivati, concreta è la minaccia di chiusura delle fabbriche Fiat in Italia, con il ricatto occupazionale (allora come oggi), che ha prodotto i suoi effetti: seminare paura, rassegnazione, espellere dagli stabilimenti la FIOM e i sindacati di base, rafforzare lo strapotere del padrone sugli operai emarginando operai e delegati più combattivi
Un ragionamento analogo lo possiamo fare per l'Ilva. Anche a Taranto UIL, UGL e CISL suonano la stessa musica e si ergono a difesa dell'occupazione sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini.
Veniamo da decenni nei quali la salute e la sicurezza sono state merce di scambio con l'occupazione e avere abbassato la guardia in tema di prevenzione e sicurezza è servito ai padroni per non investire.
Invece di mettere al sicuro lavoratori, ambienti e processi produttivi, hanno tentato con ogni mezzo (legale e illegale) di salvaguardare il loro profitto portandosi dietro una lunga scia di morti e di lutti.
Chi oggi parla lo stesso linguaggio dei Riva (padroni dell'Ilva) è lo stesso che sposava la linea Marchionne, lo stesso che in questi anni ha ritenuto superflua la battaglia per la salute e la sicurezza accettando aumento dei tempi di lavoro, riduzione delle pause, intensificazione dei ritmi.
La questione della sicurezza (dei lavoratori e dei cittadini) va di pari passo con la difesa di interessi collettivi e di condizioni di lavoro e di vita dignitose
E' una colossale bugia la notizia secondo la quale in Italia molte fabbriche sono state chiuse per intervento della ASL a seguito di richiesta di ottemperanza alle normative di sicurezza.
E' invece vero l'esatto contrario, ossia che gli interventi sono stati tardivi oppure non ci sono mai stati con il risultato di peggiorare ulteriormente la tragica statistica dei morti e dei malati. E' accaduto alla Thyssen Krupp, alla Eternit di Casale Monferrato, ma anche in tantissimi altri piccoli siti produttivi.
Chi oggi non tutela la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro ha già svenduto diritti e tutele collettive, ha accettato deroghe ai contratti e imposizioni di ogni genere
La disinformazione è funzionale a salvaguardare i profitti aziendali e per raggiungere questo scopo si costruiscono campagne miranti a dipingere come terroristi e facinorosi gli operai e i cittadini che si oppongono.

Associazione Nazionale per la Sicurezza sul Lavoro Ruggero Toffolutti
Associazione Sicurezza sul Lavoro Know Your Rights!
CGIL Consorzio Comunico Firenze
Samantadipersio's Blog
Sportello Sicurezza sul Lavoro COBAS Pisa e Pontedera
Cobas Empoli Valdelsa

Facile prendersela con gli autisti precari della ditta Falaschi

E' di due giorni fa la notizia che circa un migliaio di bambini nei comuni di Vinci e Cerreto Guidi son rimasti a casa a causa del mancato passaggio dei pulmini gestiti dalla ditta Falaschi. In conseguenza di questo i Comuni hanno denunciato la ditta per interruzione di pubblico servizi. 

Comuni e i Sindaci dovrebbero prendersela direttamente con le proprie scelte e con l'azienda, mai con i lavoratori che hanno contestato la presenza  non della originale polizza assicurativa ma di una fotocopia. In caso di accertamento delle autorità di polizia, i dipendenti temevano di essere multati e di dovere pagare di tasca loro le sanzioni e per questa ragione non hanno eseguito il servizio.
Da anni i Cobas invitano le Amministrazioni comunali a vigilare sugli appalti senza limitarsi al rispetto formale di qualche clausola ma guardando alle condizioni di lavoro, ai contratti applicati, agli orari, al rispetto della salute e della sicurezza (di chi lavora e dell'utenza).
Ma le risposte di molte Amministrazioni locali o non sono mai pervenute o si sono limitate a difendere l'indifendibile come gli appalti al ribasso, i servizi a gestione mista tra pubblico e privato con una disparità di trattamento (e di retribuzione) e il ricorso a contratti (nel privato) precari. L'atteggiamento delle Amministrazioni Comunali  toscane si spiega spesso con i gravissimi ritardi di pagamento (ma non doveva essere operativa la legge dei 90 giorni entro cui pagare i fornitori della PA??) che mettono in grave difficoltà molte aziende che operano per il pubblico. Ma la merce di scambio (chiudere un occhio sulle normative di sicurezza e sui salari da fame in cambio di lavoro e di ritardi cronici nei pagamenti) è del tutto inaccettabile
La protesta, del tutto legittima, del personale della ditta Falaschi scaturisce anche dalle continue richieste per la costante revisione dei mezzi , per avere scuolabus efficienti con freni e gomme a norma, richieste quasi sempre cadute nel vuoto (l'autista è responsabile penalmente se guida un mezzo con gomme lisce tanto per fare un solo esempio) .
La nostra proposta all'Unione dei Comuni è molto semplice: si ascoltino i lavoratori della ditta e le loro ragioni, si salvaguardino rispetto all'azienda e si stabilisca il principio dell'interesse pubblico secondo il quale sia possibile recedere dal contratto di appalto in caso di violazione di norme elementari salvaguardando sempre e comunque i posti di lavoro,
Nel frattempo invitiamo i Comuni  ad attuare periodici e sistematici controlli per verificare la idoneità dei mezzi nell'interesse dei cittadini, dei Comuni e crediamo anche della Ditta stessa che non avrà problemi a collaborare
Ma un'altra scelta è forse da prendere in considerazione, quella di reinternalizzare il servizio scuolabus con i dipendenti stessi
Vogliamo aprire il confronto? E nel frattempo qualcuno di può dire che fine abbia fatto l'impegno a pagamenti celeri di fornitori che operano per la PA?

sabato 15 settembre 2012

NO MONTI DAY ROMA 27 OTTOBRE

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La confederazione Cobas partecipa e promuove insieme ad altre organizzazioni politiche, sindacali e sociali la manifestazione nazionale del 27 ottobre a Roma, contro il governo Monti e le sue politiche, il fiscal compact e le altre imposizioni liberiste ai popoli europei, l’attacco ai diritti sociali, al salario e alla democrazia.
Un ampio schieramento di persone, organizzazioni sociali e sindacali, forze politiche e movimenti civili, si è assunto l'impegno di dare voce e visibilità alle tante e ai tanti che rifiutano Monti e la sua politica, dando vita il 27 ottobre a Roma a una giornata di mobilitazione nazionale NO MONTI DAY.
I punti fondamentali di questa mobilitazione sono:
No a Monti e alla sua politica economica e sociale, oggi e domani.
No all'Europa del Fiscal Compact e delle misure che hanno distrutto la Grecia e ora fanno lo stesso in Italia.
No all'attacco autoritario alla democrazia e no alla repressione contro i movimenti ed il dissenso.
Vogliamo manifestare per mostrare che, nonostante la censura del regime informativo montiano, c'è un'altra Italia che rifiuta l'austerità ed il rigore nel nome dell'eguaglianza, dei diritti e dello stato sociale, dei beni comuni e della democrazia per tutte e tutti, nativi e migranti. Un'Italia che vuole e lotta per un'altra Europa rispetto a quella sottoposta ai diktat del grande capitale e della finanza internazionale.
Promuoviamo una manifestazione rigorosa e radicale nei contenuti, pacifica nella sua forma, per far sentire ovunque la voce dell'altra Italia ed esprimere il massimo sostegno a tutte le lotte in atto per i diritti e per il lavoro, dalla Vallesusa al Sulcis.
Vogliamo che la manifestazione si concluda con una grande assemblea popolare, ove si possa liberamente discutere di come dare continuità all'opposizione a Monti.
Proponiamo a tutte e tutti coloro che sono interessati a questa percorso di costruirlo assieme, specificandone e ampliandone i contenuti, fermi restando i punti di partenza e le modalità qui definiti.
Per queste ragioni ci ritroviamo il 19 settembre a Roma, alle ore 16,00, al Rialto occupato (v. S. Ambrogio, 4), per definire conclusivamente la piattaforma e l'organizzazione della mobilitazione, in una riunione, su un piano di assoluta parità, di tutte le persone e le forze organizzate che vorranno esserci.
Il comitato promotore provvisorio

venerdì 14 settembre 2012

GOODBYE MATTEO!!!

Le reali possibilità di un totale e definitivo addio alle luci della ribalta politica, sono alquanto remote, ma almeno il fiato per le grossolane sortite di PierMatteo Renzi, Firenze ed i Fiorentini, possono tirarlo. Il sindaco meno utile d’Italia (si contende lo scranno con Alemanno!), si è generosamente auto-investito, per elargire addirittura all’intera patria, tutta la sua arrogante incompetenza, collaudata a spese e senza vantaggio alcuno del capoluogo toscano.
Tutto tronfio e imbellettato da progressista, il nostro neo-democristiano con idee paleo-liberiste, son oramai tre anni che si è letteralmente seduto sulla città che fu la più bella del mondo e senza ritegno né pudore, l’ha brutalmente abusata a suo proprio uso e consumo.
Sinistre strette di mano, untuosi sorrisi, sdilinquimenti epistolari all’indirizzo dei dipendenti comunali o tramite fedelissimi sodali, ai lavoratori di “ex” partecipate come Ataf, sono stati l’esordio di colui che non ha mai tenuto fede al compito affidatogli dai cittadini: mettersi al servizio della comunità.
Fra i tanti puntigli, i suoi più deliranti capricci sono stati diretti al definitivo affossamento del servizio di trasporto pubblico e all’ immiserimento della cultura in città. Il prologo della sua discesa in campo, ma anche l’epilogo, sono stati dettati dalla pura auto-celebrazione propagandistica. Pedonalizzando a c.d.c. (leggi: membro di canide), dall’oggi al domani la zona del Duomo e in seguito altre aree del centro storico, si è guadagnato paginate di quotidiani, risultando l’artefice dell’area pedonale più estesa probabilmente dell’universo! Peccato per le fasce svantaggiate e deboli di cittadini e della circolazione dei mezzi pubblici, deviati questi ultimi su direttrici alternative, inducendo un allungamento dei tempi di percorrenza e incremento delle emissioni di inquinanti. Alla faccia anche degli ultimi fedelissimi utilizzatori del bus, convertiti gioco-forza al motociclo.
Con i suoi numerosi collaboratori, chiamati direttamente da esso fra le categorie professionali più svariate, ma involontariamente ben foraggiati dai cittadini, hanno inventato per far statistica: busvie mai utili e sempre pericolose; ciclabili degne di Mumbai; hanno tappato voragini stradali con la gomma da masticare usata; hanno venduto fumo acquisendo autobus inadatti persino al trasporto merci, candidamente cromati e di rosso giaggiolo ornati; altrettante vetture sono state incautamente ritinteggiate, pur essendo già destinate al pensionamento persino con la legge Fornero; hanno perorato la causa di Grandi Stazioni, locandogli a prezzi imperiali ameni spazi ove nascondere biglietterie.
Fino all’apoteosi: vendere al suo degno compare Moretti (magari in cambio dell’ok per il buco sotterraneo che sventrerà la città) il trasporto pubblico locale, i suoi mezzi e i suoi lavoratori, tutto come fosse proprietà privata della Fam. Renzi, sbattendosene dei risultati referendari nazionali, delle sentenze della Cassazione in favore di questi e di petizioni cittadine.
Tuttavia, in tutto questo brigare, Sua Signoria dal ciuffo non si è mai, mai dimenticato di offendere e delegittimare pubblicamente gli autisti di Ataf, costretti quotidianamente a lavorare in condizioni critiche e dovendosi sostituire con pazienza alle carenze organizzative causate dall’incompetenza di chi è chiamato a gestire la cosa pubblica in base a miseri clientelismi e non per reale merito….ma è l’Italia bellezza!!!
Sulla cultura (concetto a lui incomprensibile: basta ascoltarlo non appena apre bocca!), il Berluschino di Rignano, incantato sulla via di Damasco da “quella del tunnel del Gran Sasso”, ha deciso di metterci mano alla radice e spazzare via ogni segno di etica e civiltà. Privatizzando 4 asili nido comunali, diminuendo drasticamente il personale nei rimanenti e rinverdendo gli asili aziendali, ha messo in discussione il rapporto bambino-educatore e la didattica formativa, creando più parcheggi che luoghi di socializzazione e condivisione.
Nondimeno in Piazza della Stazione, ha permesso l’apertura di un nuovo salubre fast-food…almeno, narcisisticamente parlando, i bambini somiglieranno tutti un po’ più a lui!
La musica poi lui la ama; quella del glorioso Maggio Musicale Fiorentino l’ha adorata addirittura fino all’inaugurazione del Nuovo Teatro che non c’è. Dopodiché ha congedato con una grassa risata lavoratori e maestranze che hanno tenuto alta la grandezza del Teatro Comunale. Ovvio che, l’ottimo Primo Cittadino ritiene fondamentale pavimentare lussuosamente il tratto pedonalizzato di via Martelli piuttosto che sostenere l’arte e la cultura.
Ma è nelle arti visive che le sue malversazioni hanno toccato l’apice. Esse non sono riproducibili, mai. Solo per questo il nostro Piccolo Genio deve essersi accordato con gli “ammerigani”, per forare un affresco del Vasari scoprendo addirittura l’acqua calda; è forse sempre per questo che ha tolto la possibilità ai cittadini del mondo di entrare nel Museo degli Uffizi (patrimonio pubblico), per affittarli privatamente per due lire alla prima bifolca starnazzante, in rievocativa celebrazione dei suoi adolescenziali pomeriggi onanistici; o concedere il corridoio Vasariano per l’agitato pascolo di figuranti dello stilista in cerca de “la location perfetta” e i giardini di Palazzo Pitti per happening e genetliaci di cafoni in cerca di visibilità.
Don Matteo fa quel che vuole con la sua roba e FiRenzi a quanto pare è roba sua…ma tremate: Firenze non gli basta più!
Lui è giovane ed ha nuove idee anch’esse giovani e lo sappiamo, ripetendole all’infinito le litanie insensate tipo questa , diventano credibili (il suo maestro con la stessa strategia ha governato per 20 anni!); poco vale se alcuni illuminati sempre si rammentano che esistono molti giovani idioti con molte idee imbecilli!
Queste son solo alcune delle gesta del “Nuovo Cavaliere Smascherato”, che da oggi fuori porta, col suo MatteoMobile, darà sfoggio orgogliosamente di tutta la sua becera inettitudine, insipienza e vacuità, spalleggiato da politicanti alla frutta bisognosi d’un qualche appiglio salva-poltrona e dalla macchina propagandistica già accreditata alla corte di Arcore.
Chissà, magari la parte più incivile del paese la convincerà pure, ma oramai:

NOI TI SI CONOSCE MASCHERINA!

sabato 8 settembre 2012

mercoledì 5 settembre 2012

martedì 4 settembre 2012

GOLDEN LADY, UNA VERGOGNA: CGIL, CISL, UIL FIRMANO UN ACCORDO DEROGA PER DARE LA POSSIBILITA' ALL'AZIENDA DI CONTINUARE A FARE LA “BANDITA”.


 Il 16 luglio, proprio mentre in tutt'Italia gli Ispettori del Lavoro facevano ispezioni nei negozi Golden Lady e accertavano l'assoluta irregolarità dei rapporti di lavoro delle commesse, tutte con falsi contratti di associazione in partecipazione e quindi diffidavano l'azienda a regolarizzare entro settembre tutte le lavoratrici con contratti di lavoro dipendente a Tempo Indeterminato, Cgil, Cisl e Uil facevano un accordo collettivo con l'azienda per concedere a padron Nerino Grassi di tenere ancora per un anno, fino a luglio 2013, 1200 lavoratrici in associazione in partecipazione, senza diritti retributivi, contributivi, di malattie, ferie, ecc.
 Una cosa gravissima. Dagli accertamenti degli Ispettori è confermato che non solo questi rapporti, insieme ai contratti di stage, sono tutti in realtà rapporti di lavoro dipendenti, ma che la condizione di fatto di queste lavoratrici è all'insegna della più pressante subordinazione e soggetta ad un controllo continuo, anche a sorpresa (l'azienda utilizza anche finti clienti per “prendere in castagne” le lavoratrici, per controllare anche come salutano, sorridono, se hanno sistemato la roba secondo precise e inderogabili direttive della sede, ecc. ecc.).
Il padrone Nerino Grassi, negli ultimi anni, per fare più profitti, come ha mandato in mezzo ad una strada le operaie dell'Omsa di Faenza e trasferito l'azienda in Serbia per tagliare il costo del lavoro, così ha trasformato tutti i contratti in associazione in partecipazione, con un taglio di salari notevole, eliminazione secca dei diritti minimi, e con posti di lavoro sempre a rischio.
La lotta delle operaie dell'Omsa aveva permesso di mantenere alta la denuncia nazionale su questa azienda e questo ha portato al controllo ispettivo, fatto comunque in nettissimo ritardo, e chiaramente utilizzato dal Ministero del lavoro soprattutto per eliminare gli evidenti abusi di questo contratto atipico, allo scopo di far meglio passare la controriforma del Lavoro.
 Ma Cgil, cisl e uil sono andate oltre la stessa Fornero! Sembra che Sindacati con federali e Fornero fanno un “gioco delle parti”, la Fornero smussa alcuni contratti atipici, senza affatto eliminarli, e cgil, cisl e uil fanno gli accordi per mantenerli intatti!
La firma di questo accordo “di prossimità, in deroga alla legge 92/2012, può ora estendersi pericolosamente anche in altre aziende, la Uil dice: “noi crediamo in questo accordo, speriamo che faccia scuola”! E il rischio immediato di questa intesa, definita “più che soddisfacente” è l'annullamento di tutte le prescrizioni fatte dagli ispettorati del lavoro, rendendo così inefficace il loro accertamento.
Stefania Pomante della Cgil, con una faccia di bronzo, per giustificare questo accordo scandaloso, arriva a dire che “loro non disponevano di alcuna informazione sull'impiego degli “associati”. E anche per luglio 2013 non dà affatto per scontato la trasformazione di questi contratti irregolari in contratti a Tempo Indeterminato, ma afferma che: bisogna vedere caso per caso!!
 CGIL, CISL, UIL SONO UN DANNO DELLE LAVORATRICI! 
Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario