iniziative e documenti info: cobasempolivaldelsa@alice.it C/o csa Intifada via XXV aprile 1 -Ponte A Elsa SPORTELLO DI CONSULENZA E TUTELA LEGALE
sabato 6 novembre 2010
Lo spot sulla sicurezza
Con una faccia tosta incredibile ed un’ ipocrisia senza limiti, si esortano i lavoratori a fare maggior attenzione mentre lavorano, in modo da poter tornare a casa sani e salvi perché in questo modo dimostrano di voler bene a se stessi e ai propri cari.
Si dice in questo spot che la “sicurezza sul lavoro la pretende chi si vuole bene” come se i lavoratori fossero gli unici responsabili dei propri infortuni, delle proprie morti e delle malattie professionali, perché non pretendono controlli, applicazioni delle procedure e degli standard di sicurezza. Non una sola parola in questi spot per esortare anche i datori di lavoro “a voler bene ai propri operai” !!!
QUESTO SPOT VA RITIRATO IMMEDIATAMENTE PERCHE’ OFFENDE TUTTE LE VITTIME DEL LAVORO E LE LORO FAMIGLIE !!!
Questo spot non accenna minimamente al fatto che oggi i lavoratori sono sempre più ricattabili e non hanno la possibilità di scegliere: per vivere sono costretti ad accettare un lavoro nero, un lavoro precario o un lavoro a tempo determinato. Impossibile o difficilissimo per chi è in queste condizioni rivendicare l’ applicazione delle leggi sulla salute e sicurezza sul lavoro.
E non basta, perché anche i lavoratori “più fortunati” che hanno un contratto a tempo indeterminato sono costretti ad accettare condizioni di lavoro inaccettabili che vanno dalla esposizione a sostanze tossiche e cancerogene, fino all’ aumento dell’ intensità del lavoro come è successo a Pomigliano.
Togliere o monetizzare le pause è un modo “sicuro” per aumentare gli infortuni e le malattie professionali, in altri termini per uccidere.
Offende le decine di migliaia di vittime dell’ amianto, vittime della vergognosa ingordigia di tanti imprenditori che erano perfettamente a conoscenza della pericolosità di quel minerale eppure hanno taciuto e ora sulla loro coscienza pesa il numero dei morti. Recentemente il Senato della Repubblica ha approvato un progetto di legge che equipara le vittime dell’ amianto sulle navi militari alle “vittime del dovere”, liberando i datori di lavoro (in questo caso gli ammiragli) da ogni responsabilità.
Per ridurre gli incidenti sul lavoro non servono spot, bisogna applicare una normativa che invece questo governo in tutti i modi sta cercando di smantellare.
Questo governo ha depenalizzato e ha ridotto le sanzioni agli imprenditori colpevoli di infortuni o morti per e sul lavoro.
Ha reso più difficili i controlli già difficoltosi per via della carenza paurosa di personale tecnico che non viene incrementato, inoltre il ministro Tremonti ha dichiarato che “la sicurezza sul lavoro è un lusso che non possiamo più permetterci.”
I famigliari delle vittime chiedono rispetto, chiedono che vengano immediatamente sospesi questi vergognosi spot finanziati con i denari pubblici, denari che provengono anche dalle tasche delle vittime del lavoro.
ASSOCIAZIONE ITALIANA ESPOSTI AMIANTO
Paderno Dugnano
Aggiornamento sentenza
Stamane la sentenza d'appello ha riconosciuto le attenuanti,che non erano state concesse in primo grado, e pertanto il reato di resistenza è andato in prescrizione.
Continuiamo a pensare che manifestare contro la guerra non sia reato, così come il subire una
immotivata carica da parte delle forze dell'ordine.
In ogni caso l'importante è che per i 13 imputati è finito un incubo!
Grazie per l'adesione all'appello, che ha raggiunto le duemila firme, ed è stato
portato in aula dagli avvocati difensori.
Il Comitato 13 maggio 1999
lunedì 1 novembre 2010
STORIE DI ORDINARIA INGIUSTIZIA
Una guerra illegale che violava lo Statuto dell'ONU e la Costituzione Italiana, fatta non per le ragioni “umanitarie” sbandierate all'epoca dalla propaganda governativa, e che per la prima volta dal 1945, tragicamente, riportava il conflitto sul territorio europeo.
Una guerra non ancora conclusa tanto che migliaia di soldati NATO stazionano ancora oggi in Bosnia, in Kosovo, in Croazia, in Macedonia.
Alla fine della manifestazione svoltasi a Firenze, davanti al consolato americano, la polizia e i carabinieri caricavano violentemente i lavoratori provocando feriti e una scia di disordini.
Immagini video (mostrate anche da “striscia la notizia” e che sono visionabili su youtube.com, ad esempio: http://www.youtube.com/watch?v=oyIC4zsYFeg) documentarono della violenza e della volontà di reprimere chi aveva osato criticare un’alleanza inedita perché erano insieme, sia pure con ruoli diversi, d'alema, fini, casini e berlusconi.
Il 29 gennaio 2008, dopo quasi 10 anni dai fatti, il tribunale di Firenze, con una sentenza incredibile, condannava 13 manifestanti addirittura a 7 anni per “resistenza pluriaggravata”.
VIETATO PROTESTARE – VIETATO CONTESTARE
una anticipazione delle politiche repressive e di becera criminalizzazione che oggi caratterizzano l'azione delle cricche al potere contro ogni protesta sociale sia degli operai che degli studenti, contro ogni contestazione agli interessi di quei pochi privilegiati che stanno sempre più invischiando il Paese in costose avventure militari con la loro scia di lutti e tragedie.
In questa Italia le varie caste politiche ed economiche rubano e devastano, violano la Costituzione e il diritto internazionale, sfruttano e schiavizzano, cancellano diritti primari come sanità e istruzione e tutto in una completa impunità, i 13 lavoratori condannati a 7 anni per aver manifestato contro la guerra, si troveranno il 5 novembre 2010 nuovamente in tribunale dove è fissata l'udienza di secondo grado che dovrà esaminare il ricorso presentato dalla difesa degli imputati.
DIRE BASTA è TROPPO POCO !!!
La Confederazione cobas di Firenze e usi Firenze esprimono la propria solidarietà ai lavoratori CONDANNATI, denunciano una repressione che schiaccia ogni spazio democratico e invita i lavoratori a partecipare alle iniziative di solidarietà che si svolgeranno in città.
Firenze 31/10/2010 Confederazione Cobas Firenze/ Usi Firenze
domenica 31 ottobre 2010
Solidarietà a Damiano Piccione
Damiano nel 2009 si era fatto alcuni mesi di galera per le proteste contro la Gelmini e il " G8 istruzione"; in Piemonte è un punto di riferimento per la battaglia antinucleare e per quella NO Tav.
Una storia emblematica degli odierni rapporti tra padronato e un certo sindacalismo e che non si può far passare sotto silenzio.
martedì 26 ottobre 2010
I 30 Denari di Giuda
Quello che tanti non sanno invece è che a fronte di questa crisi di seguito tra i lavoratori non corrisponde una crisi economica di queste organizzazioni, che grazie a vari stratagemmi riescono a garantire che le loro casse siano sempre piene. Fondi pensione, fondi di assistenza sanitaria, enti bilaterali vari, e le cosiddette "quote associative straordinarie a fronte delle negoziazioni svolte".
Come funzionano? Non hai la tessera di uno dei sindacati che ha firmato il contratto che si applica nel tuo luogo di lavoro? Non importa, devi ringraziarli ugualmente per il lavoro che hanno svolto pagando una cifra di qualche decina di euro che verrà trattenuta nella tua busta paga e poi versata dalle aziende ai sindacati. Non è rilevante se magari non hai la tessera proprio perché ti sei stufato degli accordi al ribasso che queste organizzazioni fanno, se non dici esplicitamente di no pagherai la quota secondo il principio del silenzio-assenso tanto caro alla triade che al tempo lo inventò per far rifluire i Tfr dei lavoratori nei fondi pensione.
Con la busta paga di Novembre verrà consegnato il modulo con cui si richiede ai lavoratori metalmeccanici il pagamento del "contributo sindacale straordinario". Per evitare che venga scalato dallo stipendio di dicembre occorre rimandarlo indietro. Questo contributo, stabilito a seguito dell'Accordo 15 ottobre 2009 e del successivo Protocollo d'intesa 25 febbraio 2010, siglati da Fim-Cisl, Uilm e Federmeccanica, consiste in 30 Euro che vengono richiesti ai lavoratori non iscritti ai sindacati a titolo di "quota associativa straordinaria a fronte dell'attività di negoziazione svolta". Ad operare la «trattenuta» devono essere le aziende,e girarla poi ai sindacati firmatari - che «ai propri iscritti non deve essere trattenuto nulla».I Cobas, che non hanno firmato quell'accordo invitano i lavoratori a non dare soldi a chi cancella il contratto nazionale. Un piccolo calcolo dà la misura del gettito complessivo di questa «tassa»: i metalmeccanici, secondo Federmeccanica (l'associazione delle imprese del settore) sono circa un milione e 600mila; togliendo le imprese artigiane, saranno intorno ai 1,4 milioni. Il 70% non è iscritto a nessun sindacato, quindi i 30 euro vanno moltiplicati per all'incirca un milione di persone: 30 milioni, dunque, da spartire pro rata tra Cisl e Uil (con qualche briciola al Fismic e all'Ugl). Non proprio spiccioli, insomma.
E' proprio vero che trattare costa fatica, e si sa quanto Fim e Uilm abbiano dovuto combattere con la Federmeccanica per strappare quel bidone di contratto. Poi dicono che due uova strapazzate sono una forma di violenza criminale.
venerdì 22 ottobre 2010
PESTAGGIO dei PASTORI a CAGLIARI
Questa è la polizia democratica Cagliaritana.
Manganellate sui manifestanti e lacrimogeni ad altezza d'uomo (e di bambini, presenti) con un manifestante colpito che rischia di perdere un occhio.
E violenti sarebbero i pastori? Cosa dovevano fare, farsi pestare senza reagire?
E poi le solite voci della Questura parlano di... infiltrati... ma quali infiltrati!!!!
Non si riesce a cogliere quale sia il livello di disperazione che ormai attanaglia ampi settori della Sardegna e dell'Italia.
Unica risposta, REPRESSIONE!!!
VERGOGNA!!!!
Solidarietà ai pastori Sardi in lotta e dimissioni dei funzionari di polizia responsabili di quanto accaduto.
SIAMO TUTTI PASTORI!!!
Nicola Giua - COBAS Sardegna
PS: il vicequestore Gargiulo che comandava ieri la piazza è lo stesso che aveva fatto pestare me ed altri due COBAS 17 anni fa nello sgombero del Provveditorato agli Studi di Cagliari occupato.http://www.youtube.com/watch?v=R_ALtDIINUU&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=U8zu96pl39M
sabato 9 ottobre 2010
15 OTTOBRE SCIOPERO IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA, BENE COMUNE
DOCENTI ED ATA MANIFESTERANNO IN 12 CITTA’ CON STUDENTI, GENITORI E LAVORATORI DI ALTRE CATEGORIE CONTRO LA SCUOLA-MISERIA
Tremonti-Gelmini vogliono portare a termine il massacro della scuola con l’eliminazione di 140 mila posti di lavoro in tre anni e l’espulsione in massa di quei precari che per anni hanno sostenuto un’istituzione impoverita da tutti i governi degli ultimi venti anni. Contro la scuola-miseria che si prospetta, i COBAS hanno indetto lo sciopero nazionale della scuola per il 15 ottobre per esigere la cancellazione dei tagli di orario, materie, organici e posti di lavoro, l’assunzione stabile dei precari, investimenti nell’istruzione ai livelli medi europei, il recupero integrale degli scatti di anzianità e dei contratti, la restituzione del diritto di assemblea. Allo sciopero parteciperanno anche CUB e USB. Il 15 manifesteranno con noi quelle strutture dei precari, degli studenti e dei genitori che si oppongono al governo della scuola-miseria ma che non fanno sconti a quei partiti del centrosinistra che, quando furono al governo in posizione dominante, contribuirono anch’essi all’immiserimento della scuola: e anche lavoratori di altre categorie hanno convocato degli scioperi di settore per poter essere con noi.
Per la Toscana l'appuntamento è a PISA (P.XX Settembre ore 10).