mercoledì 4 luglio 2012

INFORTUNIO SUL LAVORO ALLA RICHARD GINORI, INGIUSTIZIA E' FATTA

Si è consumato presso il tribunale di Firenze un'episodio a nostro giudizio grave e sconcertante, che indigna e che mette in evidenza i limiti e i problemi della giustizia nel nostro paese, e che certamente contribuisce ad alimentare quel senso di sfiducia e di impotenza da parte dei cittadini, di fronte ai meccanismi di un sistema che, oltre ad avere dei tempi certamente non compatibili con una normale definizione di giustizia, è attraversato da episodi, come quello qui di seguito, che negano, per incuria e approssimazione da parte di chi dovrebbe amministrarla, addirittura la possibilità di svolgere un processo e individuare le responsabilità di un infortunio sul lavoro.

L'episodio si riferisce ad un grave infortunio avvenuto circa 5 anni fa ad un lavoratore della Richard Ginori. Dopo le indagini svolte dalle autorità di vigilanza e la fase istruttoria era stato individuato come possibile responsabile dell'infortunio, in qualità di datore di lavoro, l'allora Amministratore Delegato della nota industria di porcellane di Sesto Fiorentino, chiamato a rispondere di lesioni personali gravi.

Il 3 luglio doveva iniziare il processo penale ma il giudice ha proceduto ad annullare il processo stesso riconoscendo come valide le eccezioni della difesa che sosteneva che il Pubblico Ministero, nell'esporre il fatto che aveva dato oggetto al procedimento penale, aveva fornito una descrizione lacunosa, omettendo di descrivere la dinamica dell'infortunio, e tralasciando addirittura di specificare che si trattava di un infortunio sul lavoro. Il giudice ha quindi disposto la restituzione degli atti alla Procura ma, visti i tempi strettissimi, difficilmente si potrà riformulare il capo d'accusa e fare un nuovo processo prima della scadenza dei termini di prescrizione.

Quindi per un errore del Pubblico Ministero, per un suo atteggiamento a dir poco sconcertante per superficialità e approssimazione (che altro altrimenti?) non sarà possibile individuare nessuna responsabilità penale e al lavoratore verrà probabilmente sottratta la possibilità di ottenere giustizia.

L'Organizzazione Sindacale Cobas, nel manifestare la propria piena solidarietà al lavoratore, esprime tutto il proprio sconcerto di fronte a questo episodio e si chiede, ben conoscendo quali sono le conseguenze per il lavoratore stesso, che conseguenze invece ricadranno sul Pubblico Ministero a fronte di responsabiltà così evidenti e di un atteggiamento palesemente in contrasto con le sue funzioni.



4 luglio 2012 Cobas del Lavoro Privato
Firenze

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