
Infortuni e malattie professionali nell'Empolese-valdelsa.
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iniziative e documenti info: cobasempolivaldelsa@alice.it C/o csa Intifada via XXV aprile 1 -Ponte A Elsa SPORTELLO DI CONSULENZA E TUTELA LEGALE
La privatizzazione comporta il licenziamento del 50% del personale e il passaggio al privato delle concessioni dell’acqua di tutto il monte su cui è situata l’azienda, acqua che attualmente serve i paesi della montagna.
Contro questo scenario, si è costituito un comitato di cittadini e lavoratori deciso a non farsi sottrarre l’acqua e a non metterla nelle mani dei privati.
l’apertura delle buste, che avrebbe consacrato il futuro acquirente, prevista per il 10 marzo è stata rinviata di almeno due mesi; non hanno avuto il coraggio di affrontare una campagna elettorale con questa questione in ballo e la nostra pressione sul collo; non sanno nemmeno più probabilmente cosa possono garantire ai futuri privati, visto che ormai, in tutta Italia, la lotta per i beni comuni assume spesso caratteri di resistenza fattiva delle popolazioni.
E’ rivolto a tutti i soggetti che in Toscana lottano da anni contro le nocività di cicli produttivi e di impianti pericolosi e in difesa della salute, contro scelte energetiche dannose per l’ambiente di vita, contro l’incenerimento dei rifiuti industriali e domestici, contro la follia dei gassificatori offshore, contro l’ invasività della Tav, contro la privatizzazione e la liberalizzazione dei servizi locali, contro la vendita di terre e beni demaniali appartenenti alle comunità locali. Soggetti e realtà sociali che hanno proposto concrete soluzioni alternative nella direzione dell’aumento della ricchezza sociale, della difesa dell’ambiente e della salute pubblica: come le proposte Rifiuti Zero 2020, quelle riguardanti la promozione delle fonti energetiche realmente rinnovabili (contro l’imbroglio degli incentivi pubblici a petrolieri e inceneritoristi per lucrare sulla combustione di materia-energia non rinnovabile) e quelle, importantissime, di una rinnovata gestione pubblica-collettiva dell’acqua.
Comitato Acqua Pubblica Massa Carrara
Le donne migranti rappresentano l'anello più debole, in un un clima oscurantista e misogino, discriminate sul lavoro, nel rapporto con le istituzioni, nella ricerca di una casa.
Già...La ricerca di una casa!
Fatima una casa ce l'ha, o meglio, ce l'aveva, a Empoli, una casa umida, senza riscaldamento e acqua calda, per la quale ogni mese doveva pagare la consistente somma di 600 euro di affitto.
Oggi, su Fatima e le sue figlie, pende uno dei tanti sfratti per morosità, viene a mancare loro un diritto insindacabile come quello alla casa.
Per due anni, con enormi sacrifici, Fatima è andata avanti, ha pagato regolarmente il canone, le bollette, ha mantenuto gli studi delle figlie, ma da Gennaio 2007, la situazione è precipitata, i soldi non erano più sufficienti per poter far fronte all'elevato costo dell'abitazione.
Lei si è rivolta prontamente al Comune di Empoli per ricevere un aiuto, ma risposte certe non sono ancora arrivate.
Fatima lavora, ma percepisce uno stipendio di poche centinaia di euro, che non può coprire tutte le spese necessarie per affrontare la vita di tutti giorni. Lei ha un regolare contratto di lavoro, precario naturalmente, per poter accedere al permesso di soggiorno, ma il mercato le offre solo un'occupazione part-time.
Il lavoro a nero non manca, sarebbe ben pagato e Fatima potrebbe lavorare di più e guadagnare il doppio, ma così si troverebbe a diventare un'altra figlia di nessuno, un'altra delle tante persone invisibili e inesistenti costrette alla clandestinità, a rinunciare alla vita che lentamente e con sacrifici è riuscita a costruirsi con le proprie figlie.
Una vita che Fatima si è conquistata da sola, senza una figura maschile.
Fatima e le sue due figlie sono una famiglia: una famiglia tutta al femminile, che ha il diritto di essere considerata tale, e di conseguenza tutelata.
Una famiglia in cui la donna non viene identificata, come regolarmente accade, in relazione a una figura maschile di riferimento.
Infatti è noto che la donna non viene considerata dallo Stato in quanto donna, come persona portatrice di diritti assoluti inviolabili, ma viene invece considerata in nome della funzione sociale che riveste, o che dalla società le è assegnata per la sua natura: quella di “moglie” e di “madre”.
Essere una donna ed essere migrante non deve significare per forza essere votata ad un destino di marginalità, ma deve essere espresso e difeso chiaramente il diritto ad avere una vita dignitosa.
Fatima rappresenta il simbolo per tutte quelle numerose situazioni che ci sono sul territorio Empolese.
Il problema casa è un problema strettamente legato alla precarietà e investe tutte e tutti, migranti, native/i, giovani e anziane/i, uomini e donne. Chi si trova in condizione di morosità oggi, non è perché è disoccupato, ma perché i soldi non sono sufficienti.
Le case ad Empoli ci sono, ma costano troppo e gli affitti sono sempre più cari, in relazione agli stipendi, che invece sono sempre più bassi e intermittenti. Crediamo che sia necessario che anche il Comune di Empoli debba rivede le graduatorie delle case popolari e si debba riaggiornare in merito.
Ci appelliamo alla solidarietà di TUTTE e TUTTI.
Sperando di festeggiare l'esito positivo dell'incontro con l'Amministrazione Comunale di Empoli del prossimo mercoledì 5/03, vi invitiamo a partecipare alle 20:30 di Sabato 8 Marzo, giorno di lotta per tutte le donne, alla cena a base di Cus-Cus che Fatima preparerà per tutte e tutti, presso il Csa Intifada/Comunità in resistenza, Ponte a Elsa, Empoli.
La serata proseguirà con un concerto live di pizzica siciliana, con gli del “NCURUNATI” in omaggio a Rosa Balestrieri
COBAS EMPOLESE-VALDELSA
CSA INTIFADA/COMUNITA'_IN_RESISTENZA -Empoli-
COLLETTIVO_ORDA_PRECARIA -Empoli-
DONNE_IN_MOVIMENTO -Firenze-
MOVIMENTO DI LOTTA PER
MERCEDES FRIAS ( deputata di Rifondazione comunista)
COLLETTIVO LIBERATE GLI ORSI -Pistoia-
FORUM PERMANENTE DELLE DONNE - Certaldo-
PRESIDIO “GIULIO MACCARO” - per la definitiva chiusura dell’ inceneritore di Montale(Pt)
individualità
Fabrizio Bastianoni
Caterina Benelli
Maria Rita Vanni
Assessore alle politiche sociali
Comune di Gambassi Terme