La giornata di solidarietà con la lotta dei lavoratori Ikea lanciata dal coord. a sostegno delle lotte nelle coop., che si è svolta Sabato 22 Dicembre è stata estremamente positiva, centrando l'obiettivo che era quello di rilanciare la lotta all’Ikea e di tutto il coord. delle cooperative.
Dopo i volantinaggi di fronte ai punti vendita Ikea di Corsico e San Giuliano milanese (contemporaneamente i compagni di Torino andavano a Collegno a bloccare l’ingresso del negozio) che ci hanno permesso di portare la voce della lotta direttamente in casa del padrone Ikea, la giornata è proseguita con un'assemblea al csa Vittoria nella quale si è aperto il confronto e il dibattito tra i lavoratori delle cooperative e le realtà solidali. All’ordine del giorno c’era anche, oltre al sostegno della lotta ai magazzini Ikea di Piacenza, la necessità di dotare il coordinamento di una strutturazione più efficiente e stabile che possa dotare queste lotte di un alveo politico che superi la sola questione tradeunionistica delle lotte stesse.
Andare oltre il settore dove sono presenti i lavoratori della logistica per allacciarsi alle lotte che altri settori di classe portano avanti nella prospettiva politica anticapitalistica, per una vita e una società senza sfruttamento, è stato l’argomento emerso con forza da tutti gli interventi dell’assemblea di ieri. E’ chiaro, che di fronte a leggi, decreti sempre più volti al peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro e, soprattutto, ad una risposta non all’altezza della situazione, data dall’arretratezza politica che mostrano ampi settori di lavoratori che sono ancora legati al metodo concertativo o, peggio, mettono in atto forme di autolesionismo personale per pietire l’attenzione dei padroni e del governo, queste lotte sono oggi un conflitto avanzato al quale si deve guardare e dal quale può nascere un fronte più ampio di lotta.
Da alcuni interventi è emerso un collegamento naturale tra queste lotte e quella della val di Susa contro la ferrovia ad alta velocità. E’ infatti chiaro che la logistica rappresenta oggi un settore chiave per i profitti e l’accumulazione del capitale, essa movimenta le merci che dovrebbero transitare tra Torino e Lione, quelle stesse merci che i lavoratori delle cooperative movimentano verso i punti vendita delle catene dei supermercati di tutta Italia. Per questo lottare al fianco di queste lotte, oggi vuol dire schierarsi anche contro le speculazioni e le grandi opere di cui, in questa fase, i padroni hanno bisogno per rilanciare l’accumulazione capitalistica, scaricando, così, la crisi su le classi subalterne.
A partire dalla lotta di quattro anni fa che sostenemmo alla Bennet di Origgio, ci troviamo oggi in una situazione di continua espansione in tutti i territori: da quello milanese al piacentino, da Bologna si è raggiunto, da poco Roma, e Brescia, oltre al nord est d’Italia. Questi lavoratori, al 99% immigrati lottano con coraggio e determinazione contro lo sfruttamento schiavistico, nonostante il vile ricatto del permesso di soggiorno e la minaccia dei CIE.
Altro elemento di estrema positività sollevato nel confronto di Sabato è come lo sviluppo di queste lotte stia attivando meccanismi di collegamento non solo di parole, tra realtà di compagni e studenti, così come successo a Bologna, a Torino con i picchetti di fronte ai punti vendita che hanno bloccato per oltre 2 ore l’accesso ai clienti stimolando tra l’altro tra di essi solidarietà e sostegno verso i lavoratori, nonostante le cariche della polizia.
Uscire dalla semplice sfera dell’attività sindacale vorrebbe dire, inoltre, garantire un livello di maggior coscienza politica dei lavoratori che attraverso la dura lotta per ottenere diritti nei propri magazzini rischiano comunque di perdere ciò che è stato ottenuto in fasi successive, visto che le vittorie possono essere ribaltate dai padroni che hanno pur sempre oggi i rapporti di forza dalla loro, anche grazie all’appoggio di cui godono da parte delle istituzioni politiche, sindacati confederali e polizia.
Perciò svilupperemo l’organizzazione del coordinamento, lavorando sulla stabilizzazione della cassa di resistenza, per una campagna contro i processi politici che nei prossimi mesi investiranno i compagni e i lavoratori che hanno lottato davanti ai magazzini e per la costruzione di un’assemblea nazionale. Collegare concretamente tutte le vertenze in corso: all’Ilva di Taranto, alle centinaia di fabbriche che stanno licenziando, agli studenti in mobilitazione continua, fino ai disoccupati e ai precari. Questo è l’unico mezzo per arrivare ad una ricomposizione della classe.
La giornata si è conclusa con una cena a sostegno della cassa di resistenza nella quale sono stati raccolti 1650 euro, una piccola dimostrazione di quella solidarietà che si sta sviluppando per questi lavoratori in lotta.
Coordinamento a sostegno delle lotte nelle cooperative.
iniziative e documenti info: cobasempolivaldelsa@alice.it C/o csa Intifada via XXV aprile 1 -Ponte A Elsa SPORTELLO DI CONSULENZA E TUTELA LEGALE
martedì 25 dicembre 2012
sabato 22 dicembre 2012
Riassumiamo subito Fabio
Nei
giorni scorsi, il Consorzio Comunico gestore della raccolta carta nel
Mugello, in associazione temporanea di impresa con le cooperative ATI e
Archimede, ha licenziato un lavoratore che ricopriva anche il ruolo di
delegato sindacale
Nel
dicembre 2011, a seguito dell'appalto al ribasso deciso da
Publiambiente, il Consorzio stabili' una riduzione oraria di questo
lavoratore adducendo come motivazione il fatto che fosse sprovvisto di
Cqc, di qualifica professionale per guidare alcuni mezzi di servizio.
A
seguito della mobilitazione della Cgil e della solidarietà dei colleghi
di lavoro, fu trovato un accordo per applicare la cassa integrazione in
deroga per un anno. Ma, a distanza di 12 mesi, il Consorzio Cooperative
non ha predisposto alcun percorso formativo atto a consentire al
lavoratore di acquisire le abilitazioni necessarie a guidare i mezzi di
servizio e lo ha arbitrariamente licenziato. La stessa sorte potrebbe
capitare ad altri dipendenti attualmente in cassa integrazione.
E'
evidente che il consorzio cooperative, con il silenzio assenso di
Publiambiente, stia operando per zittire un delegato sindacale
particolarmente attivo a difesa della salute e sicurezza dei colleghi,
un lavoratore scomodo divenuto negli anni punto di riferimento per altre
vertenze sul territorio.
Gli
appalti al ribasso, la politica alla Marchionne delle cooperative, il
mancato controllo del pubblico, l'abbandono dell'igiene ambientale alle
logiche di mercato e di profitto sono alla base del licenziamento di
Fabio .
I
cobas sono al suo fianco e chiedono non solo la revoca del
licenziamento ma anche un intervento sulle cooperative atto a
ristabilire condizioni di lavoro dignitose e il rispetto della dignità e
della professionalità di questi uomini
Basta atti arbitrari !! Riassumiamo Fabio
martedì 18 dicembre 2012
PER UNA AGENDA CONTRO L’AUSTERITA’
Le
prossime
elezioni hanno già dei vincitori: sono lo spread e il fiscal
compact,
il pareggio di bilancio e l’austerità, il massacro dei diritti
sociali, civili
e del lavoro; insomma l’Agenda Monti.
Mentre
si scontrano per le elezioni, tutti i partiti presenti in
parlamento votano a
favore della legge che applica il pareggio di bilancio
costituzionale. si
afferma così il partito unico del fiscal compact.
I
governi più potenti d’Europa, in primis quello tedesco, e i
principali poteri
economici pretendono la continuità delle politiche economiche
e sociali
liberiste e di austerità e tutti i principali schieramenti e
partiti hanno già
accettato questo vincolo.
E
intanto la crisi economica si aggrava: in Italia un terzo
della popolazione è a
rischio povertà, 5 milioni sono i disoccupati e tutti i
lavoratori/trici
assieme alla maggioranza della popolazione vedono calare il
loro reddito e la
loro sicurezza sociale. I governi che si sono succeduti in
questi anni sono
responsabili di aver portato l'Italia al disastro economico,
ma Monti ha
rappresentato la stessa risposta alla crisi che ha portato la
Grecia alla
devastazione sociale e che sta facendo sprofondare il nostro
paese. Insomma,
tanto più aspro viene fatto apparire il prossimo scontro
elettorale, tanto sono
ridotte le reali differenze programmatiche tra le forze
politiche in grado di
vincerlo: e ciò segnala il massimo di regressione del
confronto democratico del
paese, il degrado delle alternative politiche reali, facendo
apparire le
prossime elezioni, dominate dal potere dello spread, un
appuntamento privo di
vere scelte.
Per questo le forze e le persone che hanno organizzato il No Monti Day hanno deciso di iniziare insieme un lavoro per definire in un'Agenda anti-austerità, le basi per costruire piattaforme e lotte con contenuti di rottura con le politiche dominanti. Un percorso unitario che reclami scelte alternative alle politiche economiche e sociali del centrosinistra, del centrodestra e dei governi tecnici che si sono alternati in questi decenni nella sostanziale continuità delle scelte di fondo, che sia alternativo alle politiche di concertazione e complicità sindacale che hanno portato il mondo del lavoro italiano in una delle condizioni peggiori d'Europa, nonché alle politiche di competitività, produttività, privatizzazione che distruggono la salute delle persone, l'ambiente, i Beni comuni; e che rompa con i vincoli della Troika, del FMI, della BCE e della Commissione Europea, che sono voluti dai governi liberisti e dalla finanza e dal grande capitale internazionale.
I temi fondamentali qui elencati definiscono una prima base di un'Agenda alternativa a quella montiana: proponiamo che vengano approfonditi e diffusi a partire dall’Assemblea, con un lavoro comune nel periodo che ci separa dalle elezioni.
Rifiuto
della guerra e dell'austerità, per i diritti sociali e del
lavoro
Rinuncia
immediata alla commessa degli F35 e taglio di tutte le spese
per nuovi
armamenti. Ritiro delle truppe italiane dalle missioni
all'estero e messa in
discussione dei trattati internazionali con la rottura con
ogni politica di
guerra ed intervento militare. Sostegno alla lotta del popolo
palestinese e a
tutte le lotte di liberazione dei popoli.
No
al vincolo del pagamento del debito e no all'austerità
europea, ritirando
l'adesione ai trattati liberisti, dal Fiscal Compact ai Patti
di stabilità,
fino ai trattati di Maastricht, per dire basta alle politiche
liberiste ed
avviare un percorso di trasformazione sociale. Rifiuto del
pareggio di bilancio
costituzionalizzato.
Una
politica fiscale che colpisca la ricchezza e la finanza e
ridistribuisca
reddito, contro l'evasione fiscale a partire da quella del
grande capitale, per
il rilancio della spesa pubblica, per il lavoro e lo stato
sociale. Una
politica di pubblicizzazioni nel sistema bancario, svincolata
dai mercati
finanziari, e nelle imprese strategiche con forme democratiche
di controllo da
parte dei lavoratori/trici e dei cittadini
La
lotta alla disoccupazione e alla precarietà del lavoro
costituisce il punto
prioritario di ogni politica economica di rottura col
liberismo e l'austerità.
Bisogna procedere al blocco dei licenziamenti nel privato come
nella pubblica
amministrazione. Vanno cancellate le controriforme delle
pensioni degli ultimi
governi, va ridotto l'orario di lavoro a parità di salario
come unico vero
strumento di redistribuzione delle attività utili. Va
eliminata tutta la
legislazione che dal Pacchetto Treu alle leggi Biagi, Sacconi
e Fornero ha
destrutturato il mercato del lavoro autorizzando tutte le
forme di precarietà.
Bisogna
riaffermare ed estendere la tutela dell'art. 18 contro i
licenziamenti ingiusti
e istituire un reddito che copra la disoccupazione per tutta
la sua durata,
finanziato dalla fiscalità generale. Vanno detassate le
pensioni medio-basse.
Va riaffermata l'autonomia rivendicativa dei lavoratori a
partire dal contratto
nazionale, contro i vincoli di compatibilità, le deroghe e gli
accordi tra
sindacati collaborazionisti e governi degli ultimi anni. Vanno
garantiti
tutti i diritti sociali e civili ai migranti e
va abolita la legge Bossi-Fini.
Per la Scuola pubblica, la
Sanità e lo Stato sociale.
La
scuola, l'università, la formazione e la ricerca pubbliche
devono essere
rilanciate e rifinanziate cancellando il finanziamento alle
scuole private. Va
respinta l’aziendalizzazione della scuola e dell'istruzione,
va ripristinato ed
esteso il diritto allo studio fino all’Università.
Aumentare
e democratizzare le funzioni dello stato sociale, garantendo
trasparenza nei
conti attraverso il controllo democratico della popolazione.
Deve
terminare il massacro della Sanità pubblica che anzi va
massicciamente
finanziata e potenziata, come i trasporti, l’energia, le
telecomunicazioni che
devono essere riconosciuti come servizi pubblici e come tali
gestiti.
Vanno
rilanciate ed estese le tutele dello Stato sociale, che
rappresentano la
principale conquista democratica dell'Europa. Il diritto alla
casa deve essere
affermato in concreto.
Per l'ambiente e i Beni
comuni, la salute nel lavoro e nel territorio.
Ci
opponiamo ad una crescita distorta fondata sullo sfruttamento
dell'ambiente
come delle persone, alla politica delle cosiddette Grandi
opere che va
abbandonata e sostituita da quella delle migliaia di piccole e
medie opere davvero
necessarie per risanare l'ambiente, ricostruire, mettere in
sicurezza il
territorio e le città. Vanno prioritariamente cancellati la
Tav in Valle Susa e
il decreto che autorizza la produzione all'Ilva di Taranto.
Non si può
continuare a sacrificare la salute e l'ambiente a produzioni
dannose in cambio
di un lavoro nocivo a sé e agli altri, non più lavoro
socialmente accettabile.
Il
salario dei lavoratori va comunque tutelato e se, come
all'Ilva di Taranto, il
privato non intende finanziare la bonifica dei territori e
delle fabbriche,
allora lo stato deve intervenire attraverso la
nazionalizzazione e l'esproprio
e procedere al risanamento mantenendo il salario dei
lavoratori.
Il
lavoro deve soprattutto venire dalla politica di salvaguardia
ed estensione della
funzione pubblica e sociale dei Beni comuni, a partire dalle
produzioni davvero
strategiche ed utili; da un piano di riconversione delle
produzioni
industriali, di risanamento del territorio, di riassetto
idrogeologico e di
tutela della biodiversità che può occupare un enorme quantità
di persone; da un
piano per i Beni culturali e storici e per la ricerca
scientifica che metta
all'opera intelligenze e competenze oggi inutilizzate.
Per una vera democrazia.
La
centralità del pubblico rispetto al mercato pone la necessità
di veri poteri
democratici nei luoghi di lavoro, nella società, nel sistema
politico. Bisogna
eliminare i privilegi della casta e combattere a fondo la
corruzione e le
mafie, ma non certo affidandosi ai privilegi e al potere della
ricchezza e del
grande capitale. Bisogna istituire e sviluppare i poteri della
gestione e del
controllo democratico, da ideare e praticare a partire dai
conflitti sociali e
lavorativi quotidiani, dopo decenni di autoreferenzialità
della rappresentanza
politica.
Vanno
cancellati i patti di concertazione sindacale che subordinano
la rappresentanza
alla accettazione degli accordi, vanno restituiti a tutte le
organizzazioni
sindacali e ai lavoratori/trici i pieni diritti di
contrattazione, assemblea,
voto sugli accordi, stabilendo sistemi di formazione e
misurazione
della rappresentanza nazionale, di quella locale e aziendale
davvero
democratici, limpidi e senza privilegi per nessuna
organizzazione.
Vanno
estese nel territorio la democrazia e la partecipazione e va
resa obbligatoria
la consultazione delle popolazioni sugli interventi nel
territorio.
I
cittadini italiani devono essere chiamati a decidere con
adeguata informazione
sul fiscal compact e i trattati europei
che impongono l'austerità.
mercoledì 12 dicembre 2012
12 DICEMBRE , UNA GIORNATA DI LOTTA E DI MEMORIA
Il 12 dicembre, non è un giorno qualsiasi!
Dal 1969 scandisce la feroce violenza di un stato, che non ha
esitato di ricorrere allo stragismo per mantenersi al potere.
Sono trascorsi 43 anni dalla Strage di P.za Fontana : i mandanti di Stato e
i criminali fascisti sono tuttora impuniti ; sono del tutto evidenti
le complicità della partitocrazia nel tentativo di obliare il passato: ad oltre 40 anni.
I governi continuano a negare l'abolizione del " segreto di Stato" sullo stragismo.
Lo stragismo servì alla DC dell’epoca per continuare a governare , inglobando
prima il PSI nei governi di centrosinistra e poi il PCI nel compromesso storico.
La generazione del Vietnam si fece carico di riscattare il Paese e di
apportare significative conquiste sociali alla classe lavoratrice e ai ceti popolari.
Non un pranzo di gala!
Lo scontro , definito dagli storici come
una guerra di bassa intensità, comportò pesanti sacrifici e la perdita di numerosi compagni/e, di cui vogliamo ricordare per tutti il compagno Pino Pinelli,
fatto precipitare dal 3° piano della Questura di Milano, dove era sottoposto ad un duro interrogatorio con l’accusa di essere l’esecutore della strage alla Banca dell’Agricoltura,
da parte del Commissario Calabresi, sulle cui responsabilità non è possibile tacere
riscrivendo la storia.
In memoria del 12 dicembre e delle vittime dello stragismo di Stato, siamo
altrettanto determinati nel combattere oggi la degenerazione autoritaria che
procede inesorabile e spedita con il beneplacito di entrambi gli schieramenti parlamentari.'.
Gli orribili delitti perpetrati nelle caserme, nelle celle giudiziarie,
nelle carceri - da Stefano Cucchi ad Aldo Bianzino, da Aldrovandi a
Lonzi , Cristian De Cupis giusto per citare solo i casi più noti - i pestaggi mortali e l'inaudita violenzadi cui sono oggetto i giovani,gli studenti, i diversi, le donne, i migranti e i rom ,non sono frutto di mele marce , ma l'indice di un abuso sistematico nella certezza dell’impunità.
Tutori dell’ordine, guardie carcerarie, forze armate, sono ammaestrati per annichilire-distruggere un "nemico" non per soccorrere-rispettare il cittadino!
Lo Stato di Diritto,vede l'incalzare di leggi autoritarie , che autorizzano "la legge del più forte",nell’evidenza della progressiva sottrazione di libertà fondamentali e politiche.
NON CI ARRENDEREMO A QUESTO STATO DI COSE !
L’Italia che soffre e protesta, quella che sciopera e scende in piazza in tutta Italia contro la macelleria sociale del governo Monti.
Quella dei lavoratori ridotti alla fame,ai licenziamenti,all’azzeramento dei diritti; Quella degli studenti e dei professori contro i tagli all’istruzione-ricerca.
Quella dei giovani che vivono un presente-futuro sempre più miserevole, che si battono per il lavoro-reddito. Quella dei milioni di pensionati, disperati di fronte a pensioni di fame.
Quella dei cittadini sempre più indigenti, in lotta per il diritto alla casa,alla salute,all’assistenza .
Quella delle popolazioni in difesa dei beni comuni.Per l'acqua pubblica ; Contro: TAV e " grandi opere"; " piani rifiuti"(discariche-inceneritori);"energia padrona"(nucleare,carbone,biomasse). Quella dei migranti , sottoposti a vituperi ed esclusioni da parte di leggi liberticide e razziste :
HA RESISTITO E LOTTATO
CONTRO IL GOVERNO MONTI, NON DARA' TREGUA A QUALSIASI COMPAGINE SCHIERATA A DANNO DEI LAVORATORI E DELLA POPOLAZIONE.
12 DICEMBRE '69 ABBIAMO SBARRATO LA STRADA ALLO STRAGISMO ,
12 DICEMBRE 2012 IN CAMPO PER CONTRASTARE IL DISEGNO CONSERVATORE
Dal 1969 scandisce la feroce violenza di un stato, che non ha
esitato di ricorrere allo stragismo per mantenersi al potere.
Sono trascorsi 43 anni dalla Strage di P.za Fontana : i mandanti di Stato e
i criminali fascisti sono tuttora impuniti ; sono del tutto evidenti
le complicità della partitocrazia nel tentativo di obliare il passato: ad oltre 40 anni.
I governi continuano a negare l'abolizione del " segreto di Stato" sullo stragismo.
Lo stragismo servì alla DC dell’epoca per continuare a governare , inglobando
prima il PSI nei governi di centrosinistra e poi il PCI nel compromesso storico.
La generazione del Vietnam si fece carico di riscattare il Paese e di
apportare significative conquiste sociali alla classe lavoratrice e ai ceti popolari.
Non un pranzo di gala!
Lo scontro , definito dagli storici come
una guerra di bassa intensità, comportò pesanti sacrifici e la perdita di numerosi compagni/e, di cui vogliamo ricordare per tutti il compagno Pino Pinelli,
fatto precipitare dal 3° piano della Questura di Milano, dove era sottoposto ad un duro interrogatorio con l’accusa di essere l’esecutore della strage alla Banca dell’Agricoltura,
da parte del Commissario Calabresi, sulle cui responsabilità non è possibile tacere
riscrivendo la storia.
In memoria del 12 dicembre e delle vittime dello stragismo di Stato, siamo
altrettanto determinati nel combattere oggi la degenerazione autoritaria che
procede inesorabile e spedita con il beneplacito di entrambi gli schieramenti parlamentari.'.
Gli orribili delitti perpetrati nelle caserme, nelle celle giudiziarie,
nelle carceri - da Stefano Cucchi ad Aldo Bianzino, da Aldrovandi a
Lonzi , Cristian De Cupis giusto per citare solo i casi più noti - i pestaggi mortali e l'inaudita violenzadi cui sono oggetto i giovani,gli studenti, i diversi, le donne, i migranti e i rom ,non sono frutto di mele marce , ma l'indice di un abuso sistematico nella certezza dell’impunità.
Tutori dell’ordine, guardie carcerarie, forze armate, sono ammaestrati per annichilire-distruggere un "nemico" non per soccorrere-rispettare il cittadino!
Lo Stato di Diritto,vede l'incalzare di leggi autoritarie , che autorizzano "la legge del più forte",nell’evidenza della progressiva sottrazione di libertà fondamentali e politiche.
NON CI ARRENDEREMO A QUESTO STATO DI COSE !
L’Italia che soffre e protesta, quella che sciopera e scende in piazza in tutta Italia contro la macelleria sociale del governo Monti.
Quella dei lavoratori ridotti alla fame,ai licenziamenti,all’azzeramento dei diritti; Quella degli studenti e dei professori contro i tagli all’istruzione-ricerca.
Quella dei giovani che vivono un presente-futuro sempre più miserevole, che si battono per il lavoro-reddito. Quella dei milioni di pensionati, disperati di fronte a pensioni di fame.
Quella dei cittadini sempre più indigenti, in lotta per il diritto alla casa,alla salute,all’assistenza .
Quella delle popolazioni in difesa dei beni comuni.Per l'acqua pubblica ; Contro: TAV e " grandi opere"; " piani rifiuti"(discariche-inceneritori);"energia padrona"(nucleare,carbone,biomasse). Quella dei migranti , sottoposti a vituperi ed esclusioni da parte di leggi liberticide e razziste :
HA RESISTITO E LOTTATO
CONTRO IL GOVERNO MONTI, NON DARA' TREGUA A QUALSIASI COMPAGINE SCHIERATA A DANNO DEI LAVORATORI E DELLA POPOLAZIONE.
12 DICEMBRE '69 ABBIAMO SBARRATO LA STRADA ALLO STRAGISMO ,
12 DICEMBRE 2012 IN CAMPO PER CONTRASTARE IL DISEGNO CONSERVATORE
sabato 8 dicembre 2012
No alla truffa sul referendum, nessun profitto sull’acqua!
"No alla truffa sul referendum, nessun
profitto sull’acqua!" lunedì 10 e martedì 11 dicembre mailboming di
protesta. Ecco gli indirizzi mail a cui inviare il testo:
- servizi-idrici@autorita.energi a.it (ossia l'indirizzo mail per la consultazione)
- ufficioSOC@autorita.energia.it (ossia l'indirizzo mail della segreteria dell'AEEG).
- reclami.sportello@acquirenteun ico.it (sportello per il consumat
- servizi-idrici@autorita.energi
- ufficioSOC@autorita.energia.it
- reclami.sportello@acquirenteun
ore e segnalazione reclami). Di seguito il testo:
La vostra proposta sulla riorganizzazione del sistema tariffario del servizio idrico va ritirata perchè viola il pronunciamento referendario.
Infatti si reinserisce sotto mentite spoglie il profitto garantito per i gestori nella tariffa del servizio idrico.
Inoltre, risulta essere illegittima poichè, intervenendo sulle tariffe del 2012, viola il principio di irretroattività degli atti amministrativi.
Siamo totalmente coscienti che la vostra indicazione tecnica ha una valenza politica e tale, anche, è la vostra responsabilità, come quella dell'attuale Governo.
Dunque ribadisco che la vostra proposta deve essere ritirata.
Il mio voto va rispettato!
Firma........"
La vostra proposta sulla riorganizzazione del sistema tariffario del servizio idrico va ritirata perchè viola il pronunciamento referendario.
Infatti si reinserisce sotto mentite spoglie il profitto garantito per i gestori nella tariffa del servizio idrico.
Inoltre, risulta essere illegittima poichè, intervenendo sulle tariffe del 2012, viola il principio di irretroattività degli atti amministrativi.
Siamo totalmente coscienti che la vostra indicazione tecnica ha una valenza politica e tale, anche, è la vostra responsabilità, come quella dell'attuale Governo.
Dunque ribadisco che la vostra proposta deve essere ritirata.
Il mio voto va rispettato!
Firma........"
LIBERI DI PENSARE la Cultura non ha padroni
La
Regione Toscana e i singoli comuni
chiudono
o accorpano istituti culturali, diminuiscono i servizi,
tagliano
i finanziamenti e fanno sempre più ricorso al precariato e
all'appalto al ribasso.
Dicono
che per la cultura mancano i fondi pubblici.
E'
FALSO
I
fondi pubblici vengono sprecati:
Tav
e tramvie, stipendi dei rappresentanti politici e dei dirigenti dei
servizi, auto blu, spese di rappresentanza, consulenze esterne,
contributi a istituzioni private
____________________________________________________________
La
Regione Toscana e i singoli comuni
fanno
leggi, partecipano a convegni e iniziative per far sì che
fondazioni,
aziende
e
altri
soggetti
privati,
i
nuovi
mecenati
investano
in progetti culturali.
Dicono
che è necessario l'intervento dei privati per il bene della Cultura
E'
FALSO
La
cultura è un Bene Comune
e
deve rimanere a gestione completamente pubblica.
I Mecenati
proteggevano gli artisti per averne in cambio
la
sudditanza intellettuale e l'esaltazione delle loro corti.
I privati
fanno i loro interessi economici e non quelli collettivi
con il
loro ingresso
le
condizioni dei servizi e dei lavoratori non potranno che peggiorare.
____________________________________________________________
NO
ALL'INGRESSO DEI PRIVATI
LA
CULTURA E' UN BENE COMUNE
Cobas
Pubblico Impiego
“La
Repubblica
promuove
lo
sviluppo
della
cultura
e
la
ricerca
scientifica
e
tecnica.
Tutela
il
paesaggio
e
il
patrimonio
storico
e
artistico
della
Nazione.”
Costituzione
della Repubblica Italiana, art. 9
“La
Regione
persegue
,
tra
le
finalità
prioritarie,
la
promozione
dei
diritti
al
pluralismo
dell'
informazione
e
della
comunicazione,
dell'accesso
alla
cultura
come
bisogno
individuale
e
valore
collettivo”
-
Statuto
della Regione Toscana, art. 4
“Mancano”
i
fondi
pubblici
da
destinare
alla
cultura.
E
l'Ente
pubblico
che
fa?
- Continua ad investire in spese inutili: tav, tramvie, rapppresentanze, consulenze esterne, stipendi a dirigenti e politici, ristrutturazioni urbanistiche faraoniche, contributi a istituzioni private.
- Taglia i servizi: Istituti culturali chiusi, accorpati o a orario ridotto. A farne le spese sono i cittadini e i lavoratori. I cittadini, che a causa della grave crisi economica, non possono più permettersi di accedere alle offerte culturali a pagamento e i lavoratori che perdono i loro posti, hanno stipendi da fame, diventano sempre più ricattabili e sono costretti a rinunciare ogni giorno a parte dei loro diritti.
- Apre ai privati: aziende, fondazioni bancarie, imprenditori. Auspica un ritorno al mecenatismo. Affida la gestione di interi istituti a Fondazioni partecipate da Banche, aderisce a convegni con esponenti di Confindustria, Camere di Commercio, Associazioni economiche, per creare sinergie. Promulga leggi (la n. 45/2012 della Regione Toscana impugnata nel settembre 2012 dal Consiglio dei Ministri), si appella ad articoli dei Testi Unici e presenta progetti (Comune di Firenze, Fund4Art, novembre 2012) per far sì che i privati che investano in cultura abbiano sgravi fiscali.
I
privati
perseguono
il loro interesse e non quello della collettività.
Ogni
volta che sono intervenuti hanno tagliato i servizi e licenziato i
lavoratori.
I
privati
vogliono
controllare la cultura
i
mecenati
mantenevano
gli
artisti
per
averne in cambio la sudditanza intellettuale e l'esaltazione delle
loro corti.
NO
ALL'INGRESSO DEI PRIVATI
LA
CULTURA E' UN BENE COMUNE
Cobas
pubblico impiego
Cobas Empoli-Valdelsa
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