sabato 22 febbraio 2014

Il regalo agli inquinatori sulle bonifiche è legge

Il Destinazione Italia passa al Senato senza le modifiche richieste da movimenti e comuni dei Siti più inquinati.


Dopo il passaggio in Senato è diventata legge dello Stato l'incredibile norma contenuta nel Decreto Destinazione Italia volta a regalare nei Siti di Interesse Nazionale per le Bonifiche miliardi di euro ai privati, anche ai peggiori inquinatori, pure se rei confessi e condannati in via definitiva.

La modifica apportata dalla maggioranza alla Camera non ha risolto nulla ponendo solo un limite all'uso delle risorse pubbliche da parte del privato che dovrà usare il denaro ricevuto per coprire le spese degli investimenti in nuovi impianti e non per le bonifiche che dovrebbero rimanere a suo carico. Anche gli inquinatori più incalliti, responsabili delle devastazioni del paese e dei danni alla salute per i cittadini, vengono premiati con il sostegno ai loro profitti.

Resta inoltre intatto, in tutta la sua gravità, il problema del condono mascherato contenuto nella norma. Una volta firmato l'accordo di programma che destina il denaro al privato qualora venisse scoperta una situazione più grave di inquinamento rispetto a quella fino ad allora accertata (situazione assai comune) non potrebbe più essere messa a carico del privato inquinatore.

Infine resta la norma che fa diventare di interesse pubblico qualsiasi nuovo impianto proposto dal privato nell'area inquinata (anche inceneritori, raffinerie ecc.) con lo Stato che finanzierà sia con denaro a fondo perduto sia con credito d'imposta per la parte restante, interventi che condannano definitivamente ad un triste destino di devastazione aumentando la pressione antropica sui siti. Queste sono aree che invece dovrebbero rinascere con interventi di riqualificazione ambientale e  che dovrebbero essere invece portate a nuova vita come accaduto in Germania e in altri paesi con azioni ben diverse, come la realizzazione di parchi tematici, aree verdi, ecomusei.

I prossimi passi delle lotte saranno presto condivisi con movimenti ed associazioni. In ogni caso provvederemo a denunciare alla Commissione Europea quanto accaduto per farne un caso nella comunità. Apriremo uno scontro sui singoli accordi di programma che dovessero essere approvati nelle singole aree nei prossimi mesi. La lotta è solo all'inizio.

Roma, 21 febbraio 2014

martedì 18 febbraio 2014

verso il 22 febbraio


UNA GIORNATA NAZIONALE DI  LOTTA
A tutte quelle realtà che resistono e si battono contro lo spreco delle risorse pubbliche, contro la devastazione del territorio, per il diritto alla casa, per un lavoro dignitoso, sicuro e adeguatamente retribuito. Una mobilitazione comune in solidarietà ai compagni di lotta incarcerati, ai compagni di lotta già condannati, a quella innumerevole schiera di resistenti che ancora deve affrontare il giudizio per aver difeso i beni comuni, una giornata di lotta alla quale seguirà nella metà di marzo un appuntamento a Roma per la difesa e la legittimità delle lotte sociali. In preparazione della giornata di lotta si invita ad effettuare assemblee sui territori per sensibilizzare la popolazione sia su questi temi sia sui progetti che si contrastano.
Appello del Coordinamento dei comitati del Movimento NO TAV.
Villar Focchiardo 29 gennaio 2014

Piemonte

Chiomonte: h 12 pranzo e banchetti
h 13 - concentramnento al piazzale della Stazione

Torino: al mattino 6 piazze tematiche: Piazza Baldissera: Comitati Valli di Lanzo e Venaria, No tunnell, Venaria (si treni pendolari), Piazza Madama Cristina: CUB, Operatori Sociali Non dormienti (welfare), Porta Susa: Comitato Torino e Cintura (No inc., No tangest, No MUOS) – No devastazioni del territorio), Via Garibaldi: Case occupate – difesa della terra e contro il terrorismo di stato, Porta Palazzo: ore 10,30 No Tav autogestione – No opere inutili, Piazza Nizza ore 13: sportelli casa, occupazioni abitative – Diritto all’abitare)
Alle 15 in corteo, partenza Piazza Castello.Asti: manifestazione ore 15
Novara: presidio ore 14 Piazza delle Erbe
Ivrea: presidio di fronte al carcere in Corso Vercelli 165 dalle ore 9.00 alle 12.00. Alle 14 sotto gli uffici della Cogeis di Quincinetto, implicata nella devastazione dei territori (costruzione della TAV e del Pirogassificatore di Borgofranco)
Pozzolo (località brusadini): presso presidio No Tav terzo Valico, ore ore 12,30 polentata, ore 15.00 passeggiata fino al cantiere

Lombardia
Milano: giornata diffusa di azioni e blocchi a sostegno del movimento NO Tav e dei compagni arrestati. Piazza 25 Aprile, vicino a stazione Garibaldi ore 14 per corteo regionale.
Pavia: presidio alle 15:00 in piazza della Vittoria
Brescia: manifestazione ore 15.00 piazzale della stazione ferroviariaMartesana: ore 9.00 volantinaggio mercato di Melzo, ore 11,30 mercato di Pioltello. Ore 13 appuntamento stazione Pioltello-Limito per raggiungere Piazza Garibaldi (Mi) per corteo regionale

Trentino - Alto Adige
Trento: corteo No Tav ore 14,30 Piazza Dante

Veneto
Venezia – settimana di mobilitazione 17-22 febbraio
Adria: manifestazione di tutti i comitati contro la autostrada Ortre-Mestre (NoOrMe)
Belluno: dalle ore 14 presidio/assemblea presso il piazzale della Stazione

Friuli-Venezia-Giulia
Trieste: manifestazione ore 16 piazza Hortis

Liguria
Genova: ore 15 Piazza San Lorenzo presidio No Tav-Tezo Valico

Emilia Romagna
Ravenna: Ore 9:30 Corteo, partenza P. za Gandhi (Porta Adriana)
Reggio Emilia – manifestazione

Toscana
Firenze: manifestazione ore 15.00 Piazza Torquato Tasso
Pisa: piazza sabato 22 febbraio alle ore 15,30 in Logge dei Banchi. Manifestazione cittadina contro crisi, povertà e sfratti
Pistoia: Piazza Gavinana (il Globo) ore 9-19 presidio informativo

Umbria
Perugia: h 16 presidio presso Colelstrada, Uscita E45 (ingresso centro raccolta comunale)

Lazio
Romagiov 20/2 h 17 staz. Tiburtina assemblea popolare
sab 22/2 h 16, v. Monte Bianco corteo x Valerio Verbano, solidarietà coi notav arrestati
dom 23/2 h 15 carcere di Rebibbia – saluto a Chiara

Sicilia
Caltanissetta: corteo No Muos contro la repressione delle lotte, ore 9.30 in Piazza Falcone e Borsellino

lunedì 17 febbraio 2014

LAGER – CIE MAI PIU’ , LIBERI TUTTE/I

 Ieri 15/2 ben oltre 5000 compagne/i, hanno risposto alla chiamata delle reti antirazziste e dei movimenti per l’abitare, per  sostenere la chiusura di tutti i CIE , nel caso il lager di Ponte Galeria-Roma
Oggi  16/2  e il 1° marzo, i siciliani  manifesteranno per la chiusura del CARA di Mineo e contro il Muos di Niscemi , il sistema militare Usa per le criminali guerre con i droni.

Un importante e decisivo fine settimana,  che precede la ridiscesa in piazza a  sostegno dei diritti dei migranti il prossimo 1° marzo, e dopo i provocatori blitz repressivi di Roma e Napoli a cui l’insieme  dei movimenti sociali hanno risposto  con compattezza e determinazione.
Il  lager di Ponte Galeria è rimasto circondato per l’intero pomeriggio  e molteplici sono stati i segnali di riconoscimento lanciati dal corteo ai fratelli e sorelle reclusi. Salve di petardi , fumogeni , fuochi di artificio, fiaccole-lanterne,  palloni di carta , grida-slogan da altoparlanti , hanno fatto sentire la solidarietà agli internati e l’impegno  a farla finita contro l’illegalità dei CIE,  luoghi di tortura e umiliazione; con le annesse vendette nei confronti dei 15  migranti - scampati dal disastro di Lampedusa  e che hanno messo in atto la protesta delle “ bocche cucite” per far conoscere al mondo l’infamia dei CIE – di cui 4 espulsi-rimpatriati nella giornata della  manifestazione.
All’appuntamento della stazione Ostiense, per prendere insieme il treno i romani hanno risposto a migliaia .Di treni c’è ne sono voluti ben 3 per poter trasportare i partecipanti, così da  giungere al concentramento di  piazza Caravaggio; raggiunto dopo la discesa alla fermata “parco Leonardo”, percorrendo un lungo centro commerciale , i cui numerosi presenti rimasti sorpresi da questa novità e resi edotti dai contenuti della manifestazione.
Da li , attendendo i compagni napoletani giunti con 2 bus e altre realtà provenienti dalla regione, il corteo  si è mosso al grido di “ liberi tutti, chiudere i lager”, animato soprattutto da migliaia di giovanissimi  ben coscienti dell’impegno che stanno profondendo. Praticamente tutto l’asse viario,  che da Roma si dirige al  mare di Fiumicino percorrendo la via Portuense, è stato bloccato per 4 ore  per l’assedio al lager. L’immagine era quella del fortino assediato , le cui  odiate mura  erano difese dagli scherani in divisa , fatti oggetto del dispregio corale e che non ce l’anno fatta ad impedire lo sradicamento popolare  del truce reticolato che precede le mura.
Agli immigrati reclusi è stato impedito l’accesso ai “cortili d’aria” per vietargli di sentire-interloquire con la protesta , così che solo attraverso le loro telefonate a Radio Onda Rossa riamplificate al corteo, si è potuto sapere di quanto avveniva dentro il lager e dei ringraziamenti per la mobilitazione in corso..
Un grande fine settimana di lotta , che dispone a moltiplicare l’impegno pere farla finita una volta per tutte con l’apartheid  della “detenzione amministrativa” rappresentata dai CIE-CARA, con tutto il sistema di discriminazioni ,illegalità ,” pacchetti sicurezza”,messo in atto dalla fortezza Europa ( da Shengen a Dublino) tesi all’esclusione, segregazione ed espulsione dell’umanità migrante.
LIBERI  TUTTE/I    ,  LAGER – CIE  MAI  PIU’


Roma 16.2.14                CONFEDERAZIONE  COBAS  ROMA

domenica 16 febbraio 2014

Le linee guida Regione Toscana sugli asili nido: al peggio non c'è mia fine


Sono uscite le linee guida per l´applicazione del nuovo Regolamento Regionale in materia di servizi educativi per la prima infanzia approvato in Estate dalla Regione Toscana, peccato che queste linee siano conosciute dai sindacatimaggioritarima non alle operatrici dei nidi, alle Rsu, ai genitori dei bambini e delle bambine. La ragione è molto semplice: queste linee guida sono peggiorative anche rispetto al nuovo Regolamento approvato solo pochi mesi or sono. Infatti
  • non si spiega come viene calcolato il rapporto educatrici\bambini\e, anzi con linguaggio burocratico si cerca di aggirare il problema
  • In ogni caso più sfavorevole rispetto al passato sarà il rapporto educatore bambino. Con il regolamento precedente, per calcolare la dotazione organica negli asili nido si doveva considerare il rapporto di una educatrice ogni sei bambini\e calcolato sulla media delle presenze del mese di max frequenza (ovvero l80%). Quindi in un nido da 50 iscritti, per calcolare il fabbisogno di educatori si doveva tenere conto di 40 bambini ovvero l80%.
  • Al momento in cui è uscito il nuovo regolamento il rapporto era 1-6 solo sui lattanti, ma saliva a 1-7 per i medi e 1-10 per i grandi, questo peggioramento veniva contenuto dal fatto che si parlava di bambini iscritti (quindi nel caso dell’es. di prima su 50 e non più 40)
  • Ora con queste linee guida il regolamento sarà ulteriormente modificato e in termini ancora più restrittivi. E' un grave errore dividere leducatrice in percentuali visto che la stessa non può essere contemporaneamente in due sezioni diverse. Cosi' facendo i conti tornano sulla carta ma lorganizzazione dei nidi è ben altra cosa . I problemi saranno scaricati sulle educatrici che dovranno garantire il rapporto nelle diverse fasce di funzionamento del servizio, il massimo grado di compresenza.ma tutto ciò come sarà possibile con personale in meno?
  • Riguardo al metodo di calcolo del fabbisogno organico, la Regione omette, come al solito, di spiegare e fare esempi applicativi CALIBRATI SULL'INTERO ARCO ORARIO DI APERTURA DEI NIDI, che cambia da zona a zona. La Regione si dilunga in inutili esempi per dirci una cosa elementare,: i coefficienti "quanta parte di educatore tocca a ciascun lattante, medio, grande" sono rispettivamente 0.17 , 0.14 e 0.1.
    Tra
    l'altro guardando la tabellina dove riportano le simulazioni applicate a nidi-tipo, viene da pensare che assessori, consiglieri e tecnici della Regione in un nido non ci sono mai entrati, perché fanno esempi di nidi con 2 lattanti, 9 medi e 27 grandi, o 4-12-6, numeri assurdi per chiunque abbia anche una vaga idea dell'argomento
  • Con condizioni così gravi e pesanti si rischia, se i gestori applicheranno un'interpretazione sfavorevole, aggirando il mantenimento del rapporto sulle fasce orarie, che in un nido X (10 lattanti, 15 medi e 15 grandi tutti con posto letto) , potrebbero bastare 5 educatori in tutto!
  • Tanta approssimazione e vaghezza di scrittura è costruita ad arte per consentire, soprattutto ai privati, ma anche ai comuni dove la forza del sindacato è minore, di avere il più ampio margine di interpretazione possibile applicare le condizioni peggiori possibili per il personale (organici all'osso e aumento dei carichi di lavoro).
Ma al peggio non c'è mai fine, infatti
  • si rivede al ribasso la dotazione organica pe favorire l'accreditamento delle strutture private e dei nidi aziendali che tagliano su assunzioni, salari e ausiliarie
  • non viene previsto il mantenimento del rapporto in tutte le fasce di apertura del nido
  • saranno equiparati spazi gioco con veri e propri nido
  • viene limitato ogni serio sviluppo dei servizi educativi comunali
Cobas pubblico impiego toscana